Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiLa Procura generale di Milano ha scritto la parola fine alla telenovela Minetti: non sono emersi elementi nuovi circa la richiesta di grazia proposta al capo dello stato dal ministero della giustizia per l’ex consigliera regionale della Lombardia, ed ex igienista dentale di Silvio Berlusconi, grazia accordata per ragioni umanitarie, legate alla necessità di assistere il figlio adottivo affetto da gravi problemi di salute. Dagli accertamenti svolti, scrive la Procura, «risulta che i fatti riportati nelle notizie di stampa dalle quali ha tratto origine il presente supplemento di attività non corrispondono al vero». A stretto giro la nota del Quirinale: il presidente della Repubblica valuta le richieste «senza farsi influenzare da considerazioni estranee alle finalità umanitarie della grazia». Nella vicenda cavalcata dai media c’era di tutto: il ranch in Uruguay, i viaggi, un avvocato morto carbonizzato, sedicenti testimoni, procedure di adozione sospette, presunti festini. Il mix perfetto di un romanzo criminale, per il quale le opposizioni sono arrivate a chiedere le dimissioni del ministro Carlo Nordio, costretto anche a smentire illazioni circa una sua presenza in Uruguay. La vicenda Minetti dovrebbe indurre a una riflessione più ampia sui confini tra il dovere di informare e la tentazione di una narrazione permanente di attacco politico, dove ipotesi, insinuazioni e ricostruzioni finiscono talvolta per occupare più spazio dei fatti accertati.
Telenovela Minetti, giornalismo assurdo - ItaliaOggi.it
Telenovela Minetti, giornalismo assurdo










