A partire da settembre tutte le cartelle esattoriali del Comune dal 2000 al 2023 potranno essere rottamate: vale a dire che consente di regolarizzare la propria posizione versando le somme dovute, ma senza le sanzioni, gli interessi di mora e aggio. Il valore complessivo dell’operazione è di 2 miliardi e 190 milioni di cui 1,5 miliardi solo di multe stradali. Dunque sono solo, si fa per dire, 600 i milioni da mancati incassi tributari cioè Imu, Tari, Addizionale Irpef e i canoni di locazione delle case. È la prima volta in assoluto che il Comune di Napoli aderisce a una sanatoria che riguarda l’evasione tributaria.
A dare semaforo verde alla misura è stato il Consiglio comunale che con un ordine del giorno di circa un mese fa di Fulvio Fucito del gruppo “Manfredi sindaco” approvato all’unanimità aveva chiesto alla giunta guidata dal sindaco Gaetano Manfredi di aderire alla rottamazione.Napoli, il Consiglio comunale approva la definizione agevolata dei debiti: cosa cambia per multe e imposte pregresseIeri la svolta dopo una riflessione che l’assessore al Bilancio Pier Paolo Baretta spiega così: «La scelta di agire solo su crediti pregressi di vecchia data, a rischio di inesigibilità - scrive nella sua relazione in risposta ai Consiglieri - lasciando in essere quelli più recenti, attenua le riserve sulla opportunità di una norma che, comunque, favorisce coloro che non hanno pagato». Nella sostanza, per Baretta, il via libera alla “rottamazione quinquies” arriva per due motivi: perché molte famiglie e piccole imprese non sono state in grado di pagare i loro carichi tributari. E in seconda battuta c’è la consapevolezza che il tasso di evasione fiscale a Napoli oscilla tra il 50 e il 60% quindi la misura serve anche a dare una boccata di ossigeno allo stesso Municipio guidato dal sindaco Gaetano Manfredi. All’insegna del motto meglio l’uovo oggi che la gallina domani. Il “campo largo”, inclusa la “sinistra sinistra”, la delibera è stata votata all’unanimità quindi anche dalle opposizioni, almeno a Napoli fa professione di pragmatismo alla vigilia di una stagione elettorale che si annuncia rovente. «Dalle verifiche effettuate sulla piattaforma dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione - si legge nell’atto - risultano carichi iscritti e non ancora riscossi per complessivi 2 miliardi, 190milioni e 146.591 euro. Si tratta di un importo particolarmente significativo, riferito a diverse tipologie di entrata e a differenti annualità, che conferma la rilevanza della scelta e al tempo stesso la necessità di una valutazione istruttoria approfondita». Per Baretta «La misura ha un valore sociale e amministrativo. Da un lato, consente ai contribuenti di chiudere posizioni debitorie. Dall’altro, permette al Comune di favorire la riscossione di crediti di difficile esigibilità rafforzando il percorso di riequilibrio finanziario e migliorando la capacità dell’Ente di trasformare crediti teorici o difficilmente recuperabili in entrate effettive». Le rottamazione generano entrate pari al 30% delle somme da rottamare, Palazzo San Giacomo potrebbe incassare quindi circa 700 milioni. Tasse e rottamazioni: «Semplificazioni e norme certe per sostenere i contribuenti»A partire dal 15 settembre «l’Agenzia delle Entrate e riscossione renderà disponibili ai debitori i dati necessari a individuare i carichi rottamabili». Il secondo step parte dal 16 settembre e dura fino al 31 ottobre 2026. In questo lasso di tempo «il debitore rende la dichiarazione di voler procedere alla rottamazione». Come si potrà pagare il debito? «Il pagamento della somma dovuta dovrà essere effettuata in unica soluzione entro il 31 gennaio 2027, o in alternativa, in numero massimo di 54 rate bimestrali con scadenza il 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e il 30 novembre 2027».








