Uffici dell'Agenzia delle entrate in una foto di repertorio LaPresse

C'è l'ok alla definizione agevolata delle posizioni debitorie verso gli enti locali. In poche parole, questa misura consente al cittadino che ha ricevuto cartelle relative a Imu, Tari, tassa di soggiorno e canoni concessori di regolarizzare la propria posizione versando solo l'importo originario dovuto, senza applicazione di sanzioni né interessi. Lo stesso meccanismo viene esteso anche alle multe stradali. Come funziona, nel dettaglio? Andiamo con ordine.Non è tutto automaticoTutto nasce da un emendamento inserito nel decreto fiscale, approvato alla Camera con il voto di fiducia, che allarga la cosiddetta "rottamazione quinquies" ai debiti con Regioni e Comuni. Non si tratta però di un automatismo, perché ogni ente locale può scegliere autonomamente se aderire o meno alla misura. Le eventuali delibere dovranno essere rese pubbliche sui siti istituzionali entro il prossimo 30 giugno. Le domande di adesione potranno invece essere presentate tra il 16 settembre e il 31 ottobre.Nello specifico, la definizione agevolata riguarda i carichi affidati alla riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, comprendendo sia entrate tributarie sia non tributarie di Regioni ed enti locali. In questo perimetro rientrano imposte come Imu, Tari, imposta di soggiorno, tributo sulla pubblicità e diritti sulle affissioni pubbliche. Sono inclusi anche i canoni patrimoniali e i corrispettivi per servizi pubblici locali. La misura si estende inoltre alle sanzioni per le violazioni del codice della strada elevate dalla polizia locale.Pagamento fino a 54 rate bimestraliCome si paga? Il contribuente può scegliere tra il pagamento in un'unica soluzione oppure la rateizzazione. Nel primo caso, il versamento deve essere effettuato entro il 31 gennaio 2027. In alternativa, è possibile dilazionare l'importo fino a un massimo di 54 rate bimestrali di pari importo, con scadenze fissate al 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre di ogni anno a partire dal 2027. Così la rateizzazione può arrivare fino a nove anni complessivi. Sulle somme dilazionate si applicano interessi pari al 3% annuo, calcolati dal 1° febbraio 2027.Gli effetti concretiQuesta norma interviene anche su una disparità di trattamento segnalata dall'Anci, l'associazione nazionale dei Comuni italiani. In precedenza, crediti come accertamenti fiscali, tariffe non pagate e multe non potevano essere oggetto di definizione agevolata se affidati all'Agenzia delle entrate-riscossione. La rottamazione locale permette invece il pagamento della sola quota capitale, eliminando interessi, sanzioni e oneri di riscossione (restano solo i costi procedurali).Nei casi di sanzioni pure, vengono azzerate anche le maggiorazioni, come gli incrementi semestrali delle multe stradali. Si tratta comunque di uno strumento facoltativo, che i Comuni potranno adottare in base a valutazioni tecniche e organizzative, anche per migliorare la gestione delle entrate e concentrare le risorse sui controlli.L'adesione alla rottamazione, poi, comporta la sospensione delle eventuali azioni esecutive in corso a partire dal 31 gennaio 2027. Si perde il beneficio della definizione agevolata in caso di mancato pagamento della prima rata (o dell'unica soluzione scelta), oppure se, nel piano rateale, non vengono saldate due rate anche non consecutive o l'ultima del piano. In caso di decadenza, quanto già versato viene considerato come acconto sul debito complessivo, riprendono i termini ordinari di prescrizione e le posizioni tornano pienamente esigibili, senza possibilità di una nuova rateizzazione.I 5 giorni di tolleranzaI contribuenti che hanno aderito alla rottamazione quinquies potranno pagare la prima e unica rata o l'ultima del piano di rateizzazione con cinque giorni di tolleranza, come prevede un emendamento della Lega. Questa possibilità non è concessa a tutti, ma solo per chi sceglie di pagare in un'unica soluzione o per l'ultima rata del piano di rateizzazione. Si decade invece dal beneficio nel caso di "mancato o insufficiente versamento" o, solo per l'unica rata o l'ultima, anche in caso di "tardivo versamento superiore a cinque giorni".Tutte le scadenzeGli enti locali hanno tempo fino al 30 giugno per pubblicare la delibera di adesione sui propri siti istituzionali. Poi, dal 15 settembre 2026, l'agente della riscossione metterà a disposizione dei contribuenti i dati utili per individuare le posizioni definibili. Le domande potranno essere inviate in via telematica tra il 16 settembre e il 31 ottobre 2026, secondo le modalità indicate dall'agente della riscossione. Le istanze potranno essere integrate fino alla scadenza finale del 31 ottobre. Entro il 31 dicembre 2026, infine, verrà comunicato l'importo complessivo dovuto insieme al piano di pagamento scelto.