Nell'Aula del Senato è arrivato l'ok alla fiducia sul decreto fiscale, che ha assorbito anche il dl Carburanti bis. Il testo, in prima lettura al Senato, scade il prossimo 26 maggio, e dovrà passare all'esame della Camera. Il via libera di Palazzo Madama è arrivato con 99 voti favorevoli e 56 voti contrari, senza modifiche rispetto al testo licenziato in Commissione Finanze.

Tra le modifiche apportate dalla commissione, ci sono la rottamazione estesa ai carichi degli enti locali, dall'Imu alle multe stradali e un nuovo allargamento del concordato. Non ha trovato spazio, invece, lo stop al telemarketing per il settore delle Telecomunicazioni, trasformato in ordine del giorno della maggioranza, nonostante siano stati presentati emendamenti bipartisan. Nel provvedimento fiscale c'è anche il nuovo calendario per il concordato preventivo: "per il biennio 2026-2027, il termine per aderire alla proposta" è differito "al 31 ottobre 2026 ovvero all'ultimo giorno del decimo mese successivo a quello di chiusura del periodo d'imposta per i soggetti con periodo d'imposta non coincidente con l'anno solare".

Rottamazione quinquies delle cartelle, le novità introdotte dal decreto fiscale La rottamazione quinquies delle cartelle esattoriali, introdotta con l'ultima legge di Bilancio, permette ai contribuenti di regolarizzare i debiti affidati all’Agenzia delle Entrate e Riscossione tra il 1 gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, pagando solo la quota capitale e le spese di notifica. Il piano di pagamento prevede fino a 54 rate bimestrali, per una durata complessiva di circa 9 anni. Um emendamento al decreto fiscale, approvato ieri, che riformula una serie di proposte sia della maggioranza che dell'opposizione, prevede che la rottamazione sia ampliata anche alle cartelle di Regioni ed enti locali, comprese le multe previste dal Codice della strada. Per quest'ultime però la possibilità è limitata però agli interessi e all'aggio.