La notte degli archivi al Secolo XIX, la Fondazione apre le porte ai visitatori
Genova – Porte aperte per una notte al Secolo XIX per la Notte degli archivi, l’evento di punta del festival Archivissima patrocinato da Anai - Associazione nazionale archivistica italiana: per una sera, persone di tutte le età hanno visitato lo spazio che la Fondazione Il Secolo XIX ha recentemente inaugurato in piazza Piccapietra 21. Tanti i gruppi che ogni venti minuti hanno avuto l’opportunità di sfogliare le pagine delle edizioni del passato, ammirare i libri esposti contenenti gli articoli degli ultimi centoquarant’anni, stupirsi davanti alla prima pagina che ha segnato l’inizio della storia del giornale. A incantare i più piccoli e non solo sono state le pubblicità, disegnate a mano, l’immagine di come sia cambiata la società e la città. Molti si sono poi stupiti nel vedere come è cambiata nel tempo l’impaginazione del quotidiano che da anni leggono ogni mattina. E poi come sempre la parte interattiva ha permesso di illustrare come funziona il mestiere del giornalista, la vita quotidiana in redazione, i fatti di cronaca più importanti degli ultimi decenni o di visionare alcune delle prime pagine che hanno raccontato la Storia, con la S maiuscola. Dai fatti locali più importanti a quelli internazionali, dato che da sempre Il Secolo XIX è stato lo sguardo della Liguria sul mondo. Tutto questo del resto anima il lavoro della Fondazione. «La visita al nostro archivio non è soltanto un'esperienza culturale ma un viaggio emozionante dentro le proprie radici, con la possibilità di riscoprire un pezzo di sé, di sentirsi parte di una comunità che attraversa il tempo e continua a raccontarsi, con la consapevolezza che la memoria può ancora parlare al presente e ispirare il futuro», rimarca Barbara Grosso, direttore generale della Fondazione Il Secolo XIX. La grande partecipazione, anche di diversi giovani, testimonia l’importanza e la volontà dei cittadini di riappropriarsi di questa memoria. Ecco che in tanti aspettano il momento in cui l’intero archivio digitalizzato diventerà fruibile al pubblico per poter cercare al suo interno fatti che hanno segnato la città o la loro vita personale. Come Davide che vorrebbe vedere la prima pagina all’indomani dei funerali di Aldo Moro o Francesco a cui piacerebbe leggere gli articoli del caso di Milena Sutter. Nel frattempo, c’è già attesa per poter visitare nuovamente l’archivio. Due le sale espositive collegate, che uniscono consultazione fisica e digitale. Nella prima sala sono conservati i volumi storici del quotidiano (1886–1926) e una selezione di prime pagine storiche, consultabili in modalità protetta o esposte direttamente. Lo spazio è arricchito da un tavolo multimediale con tre postazioni digitali, una timeline luminosa e interattiva sullo sviluppo della testata, una proiezione divulgativa e documenti originali o riproduzioni. La seconda sala, contigua alla redazione che sarà in piena attività come ogni giorno, ospita un’installazione multimediale immersiva con un tavolo proiettato dedicato al giornalismo e alla creazione dei contenuti editoriali.











