Venerdì 05 Giugno 2026 | 19:14

Reporter:

Giovanni Longo

Giovedì 07 Maggio 2026, 05:00

Undici secondi. Filippo Scavo, esponente di primo piano del clan Strisciuglio di Bari, è stato ucciso nel breve lasso di tempo compreso tra la chiusura della porta d’ingresso del varco D e la successiva riapertura. Le telecamere del Divine club di Bisceglie documentano ciò che è avvenuto poco prima e subito dopo l’omicidio avvenuto nella notte del 19 aprile scorso, quando il gruppo di fuoco ha sparato con almeno due armi tra la folla. La ricostruzione è contenuta nel provvedimento di fermo firmato dai pm antimafia baresi Bruna Manganelli e Marco D’Agostino, con il visto del procuratore aggiunto Giuseppe Gatti, ed emesso nei confronti di tre giovanissimi presunti affiliati al clan Capriati, finiti in carcere con l’accusa di omicidio volontario aggravato dal metodo e dall’agevolazione mafiosa, e detenzione illegale di armi. Oggi Dylan Capriati, 22 anni di Bari, Aldo Lagioia, 22 anni di Corato (coloro che avrebbero sparato) e il loro presunto complice, Nicola Morelli, 21 anni, barese, assistiti dai loro difensori compariranno davanti al gip del Tribunale di Bari Giuseppe Ronzino per l’udienza di convalida. Oggi sarà anche conferito l’incarico per l’autopsia sulla salma di Scavo. Il professor Franco Introna, eseguirà l’esame martedì nell’istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari.