Sono state pubblicate le motivazioni con le quali la corte di assise di Alessandria a maggio aveva condannato a nove anni per omicidio volontario Makka Sulaev, la diciottenne che uccise il padre violento con due coltellate a Nizza Monferrato. Una condanna più pesante della richiesta dell'accusa (sette anni). La Repubblica nelle pagine locali riporta le motivazioni che hanno spinto i giudici a condannarla: Makka « ha deciso, con un’idea che appare frutto di un misto di inesperienza e di disperazione, di agire in maniera risoluta ». Nessuna legittima difesa, dunque: su questo puntava l’avvocato Massimiliano Sfolcini chiedendo l’assoluzione della sua assistita. Per i giudici in particolare la seconda coltellata sarebbe stata inferta da Makka « non per reale pericolo, ma per assicurarsi che l’uomo morisse davvero». E' un caso che ha ricordato quello di Alex Cotoia, coetaneo diciottenne che uccise il padre violento con 34 coltellate. In questo caso, sempre nel mese di maggio, c'è stata l'assoluzione per legittima difesa contro cui la Procura ha presentato ricorso.