Roma, 5 giu. (askanews) – Nove indagati per frode, falso e commercio di olio non genuino, nell’ambito di traffici internazionali per circa 300.000 kg di prodotto di pessima qualità di provenienza estera, spacciato come di origine ‘UE’. È l’esito di un’indagine condotta nel Salento nel settore oleario, durata oltre un anno (dal 2023 al 2024), diretta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecce e condotta da ICQRF e Guardia di Finanza.
L’olio, una volta introdotto nel territorio nazionale, veniva fatto risultare di origine ‘UE’. Il valore dell’illecito è stimato in circa 3 milioni di euro, anche alla luce dell’andamento del mercato negli ultimi anni, caratterizzato da prezzi elevati, con effetti di concorrenza sleale a danno di produttori e commercianti onesti.
Nel corso delle attività sono state sequestrate sostanze utilizzate per deodorare oli con difetti organolettici (oli lampanti) e per aromatizzarli, così da conferire loro caratteristiche tipiche degli oli extravergini.
“L’operazione conferma l’efficacia dell’azione di contrasto alle frodi agroalimentari e testimonia l’impegno della Cabina di Regia dell’agroalimentare nella tutela della qualità delle produzioni italiane e delle imprese che operano nel rispetto delle regole. Questo Governo è al fianco degli imprenditori sani e di quanti investono nella trasparenza e nella legalità. Con il ColtivaItalia continueremo a rafforzare gli strumenti di sostegno e valorizzazione delle filiere agricole e agroalimentari nazionali, premiando il lavoro di chi produce qualità e difende il Made in Italy”, commenta in una nota il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.









