In Inghilterra il Cambridge Graphene Centre è tra i maggiori poli di ricerca al mondo, insieme a Manchester. Il direttore è Andrea Ferrari
Nel Chips act 2.0, l'iniziativa europea su semiconduttori e microprocessori indispensabili per l'AI, il grafene viene menzionato solo una volta, ma nel punto giusto. Si trova nell'Annex 1 della proposta che la Commissione europea ha presentato nel suo Sovereignty Package, un pacchetto di misure per la capacità industriale e tecnologica dell'Unione. In Inghilterra il Cambridge Graphene Centre è tra i maggiori poli di ricerca al mondo, insieme a Manchester. Il direttore è Andrea Ferrari, scienziato italiano che ha fondato il centro, che risponde alle domande dell'Adnkronos. La spinta del Chips Act 2.0, che in tutto potrebbe valere 120 miliardi di euro, può portare l'Europa a guidare la corsa mondiale a questa tecnologia.
Nell'Annex 1 della Chips for Europe Initiative 2.0 c'è la volontà di colmare "il divario tra il laboratorio e l'impianto produttivo per le tecnologie avanzate a semiconduttori, come le architetture e i materiali per l'elettronica di potenza, i chip neuromorfici e con AI integrata, la fotonica integrata, il grafene e altre tecnologie basate su materiali 2D". Un'indicazione piuttosto netta.














