I registratori digitali con IA hanno smesso di essere una novità. Nel giro di poco più di un anno la categoria si è consolidata, con caratteristiche ormai condivise: un dispositivo tascabile cattura l'audio, un'app lo trascrive, un motore di IA produce riepiloghi, mappe mentali, sintesi su misura per il contesto. La differenza tra un prodotto e l'altro è determinata dal form factor, dalla qualità dell'elaborazione e la convenienza, raramente dai requisiti di base.
In questo scenario Plaud è stata l'antesignana e mantiene una posizione di riferimento con una gamma a due modelli: il Plaud Note, recentemente rinnovato nella versione Plaud Note Pro che abbiamo già recensito, e il Plaud NotePin, ora aggiornato nella versione Plaud NotePin S che abbiamo provato per questa recensione. Stessa app, stesso ecosistema, stesso approccio all'IA, ma due formati pensati per situazioni d'uso diverse. Il Note è il registratore tascabile in formato carta di credito, da appoggiare sul tavolo o agganciare al retro dello smartphone. Il NotePin è il modello da indossare, pensato per chi ha bisogno di catturare l'audio anche stando in piedi, in movimento, con le mani occupate o in contesti in cui tirare fuori un dispositivo è scomodo o distrae. Il meccanismo di lavoro è lo stesso, ma cambia ciò che il prodotto rende possibile.










