Le fiamme delle candele danzano nel silenzio di Belsito – quartiere della periferia di Misterbianco, nell’hinterland catanese – dove la comunità parrocchiale di San Massimiliano Kolbe ha scelto la preghiera per rispondere all’orrore.

Non è un corteo di protesta, né una manifestazione alimentata dalla rabbia dei social, che spesso spargono veleni indicando il mostro di turno. È un Rosario meditato, una processione che cerca un senso cristiano nel vuoto lasciato da una tragedia che ha scosso nel profondo la provincia etnea.

In testa alla fila ci sono i volti di gente che non vuole arrendersi alla logica del male, ma che cerca di abitare il dolore con la dignità della fede.

La cronaca riporta alla notte tra il 30 e il 31 maggio quando Alessandra Bruno, 49 anni, è stata aggredita mortalmente dal marito all’interno della loro abitazione.

La donna è spirata l’1 giugno presso l’ospedale Garibaldi Centro di Catania, nonostante i tentativi disperati dei medici di salvarla.