PADOVA - Il permesso di soggiorno è arrivato ieri a Padova per la famiglia di Nidal Madi. La guerra, però, non se ne andrà mai dai suoi occhi e da quelli della moglie Nesreen e dei figli: Seela, 9 anni; Ragahd, 15 anni e i gemelli Rama e Zaki, 13 anni e Mohammed e Raha, 19 anni. «Il permesso è come una zattera di salvataggio spiega Nidal le persone in Italia ci hanno accolto con tanta umanità e ora dobbiamo trovare un equilibrio tra il dolore che proviamo pensando alla nostra terra e la vita che ci aspetta».

La loro terra è la Striscia di Gaza. I loro corpi portano i segni delle mutilazioni della guerra e i loro occhi la paura provata. Prima del 7 ottobre 2023, papà Nidal lavorava in un ufficio pubblico della città di Rafah e mamma Nesreen si occupava dei figli. «La nostra era una vita normale racconta come quella di ogni persona che viveva a Gaza. Avevamo una casa. I nostri figli andavano a scuola». Nesreen si ferma, guarda nel vuoto come per cercare le parole giuste, poi riprende: «Quel sabato ci siamo svegliati e c'erano bombardamenti tutto intorno a noi. Non sapevamo cosa fosse successo. Abbiamo acceso la televisione, guardato i social e abbiamo scoperto che la guerra era iniziata».