“Non faccio mai di tutta l’erba un fascio, non lancio accuse a caso, porto rispetto alle altre istituzioni, anche alla Procura. Però evidentemente c’è una parte della Procura che fa politica e con la candidatura della Siciliano credo che ci sia una solida dimostrazione di ciò”. Il sindaco di Milano Beppe Sala commenta in modo durissimo la scelta di Tiziana Siciliano, ex procuratrice aggiunta nel capoluogo lombardo, di candidarsi alle elezioni comunali del prossimo anno. Siciliano, in pensione da dicembre 2025, era responsabile del pool specializzato in reati contro la pubblica amministrazione, e in quanto tale ha coordinato le recenti inchieste sull’urbanistica che hanno terremotato la giunta Sala. Ora correrà da vicesindaca nella lista “Milano Libera” dell’imprenditore Massimiliano Lisa, amministratore del museo su Leonardo Da Vinci “Leonardo3” in galleria Vittorio Emanuele, a due passi dal Duomo.
A questo proposito, ad alimentare le polemiche sulla candidatura dell’ex pm è una nuova inchiesta, nata proprio da un esposto di Lisa, con l’ipotesi di turbativa d’asta e corruzione per la concessione degli spazi commerciali in galleria da parte del Comune. La denuncia era arrivata quando Siciliano era ancora in servizio, ed era stata assegnata a un magistrato del suo dipartimento. Ma la pm, interpellata sul tema, ha sottolineato di essere completamente estranea alla gestione dell’indagine, spiegando di aver conosciuto Lisa solo dopo il pensionamento, cioè a gennaio 2026: “Non vorrei sbalordirvi, ma io questo esposto non lo ricordo in alcun modo, ne arrivavano centinaia. L’assegnazione avveniva automaticamente, tramite il sistema informatico. Sono in pensione da cinque mesi e cinque mesi, nel nostro mondo, sono un’infinità”.













