Il sindaco attacca dopo l’inchiesta sulla Galleria e punta il dito sulla candidatura dell’ex pm Siciliano con Lisa: “Una solida dimostrazione”
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"Una parte della Procura fa politica". Parole che non arrivano da un esponente del centrodestra, ma da un grande riferimento della sinistra milanese e nazionale: Beppe Sala. A margine della cerimonia per il 212esimo anniversario dell’Arma, il sindaco di Milano è tornato sulla nuova inchiesta che scuote Palazzo Marino: quella sulle concessioni degli spazi commerciali in Galleria Vittorio Emanuele II, dove i pm ipotizzano i reati di turbativa d’asta e corruzione e dove sarebbero coinvolti alcuni funzionari comunali.Il nodo per Sala non è soltanto giudiziario: è politico. E porta dritto alla candidatura dell’ex procuratrice aggiunta Tiziana Siciliano con “Milano Libera”, lista a sostegno di Massimiliano Lisa, candidato sindaco e proprietario del museo Leonardo3, proprio in Galleria. Lisa è anche l’autore dell’esposto da cui sarebbe partita l’indagine della Procura sul cuore commerciale e simbolico di Milano. Da qui l’attacco del primo cittadino, che non usa giri di parole. “C'è una parte della Procura che fa politica'' e la candidatura alle prossime Comunali dell'ex procuratrice aggiunta Siciliano ne è ''una solida dimostrazione''.Sala insiste sul punto, chiamando in causa direttamente Siciliano e il suo rapporto con Lisa: "Ogni giorno che passa sono sempre più perplesso. Leggo che la Siciliano dice 'non mi ricordo dell'esposto di Lisa'. Ho qualche dubbio. Non ho nessuna prova che non si ricordi, ma una pm così esperta, che ha avuto un ruolo apicale in Procura, si candida con una persona che conosce poco, senza fare alcuna verifica? Questo è incomprensibile''.









