“Per inseguire una sicurezza strategica basata sul riarmo, all’interno dell’Italia e della UE si rischia di sacrificare la sicurezza sociale”. Questo l’allarme lanciato dal prof. Fabrizio Battistelli, sociologo, nonché presidente e cofondatore di Iriad, l’Istituto di ricerche internazionali di Archivio Disarmo, think tank romano sulla pace, oggi alla presentazione alla Camera dei deputati del rapporto da lui coordinato “Europa: quale difesa?”. Nel report, promosso da Marco Tarquinio, deputato europeo del gruppo dei Socialisti e Democratici eletto da indipendente nelle liste del PD, il professore evidenzia come “l’impegno del 3,5% del Pil solo per la difesa strettamente militare, accettato anche dal governo italiano, è esorbitante. O la presidente del Consiglio se ne rende conto e al vertice Nato che si terrà ad Ankara a luglio recede dall’accordo – spiega Battistelli – o lascia in eredità ai prossimi governi una spesa militare fuori controllo che, se veramente fosse pari al 3,5% del Pil, nel 2035 raggiungerebbe l’astronomica cifra di 83 miliardi e 950 milioni di euro. Insistendo sulla decisione Nato dell’Aja, all’Italia rimarranno soltanto tre possibilità: aumentare ulteriormente il debito pubblico, aumentare le tasse, spostare sul riarmo le risorse per pensioni, istruzione e salute”. L’obiettivo pacifista, indagato nello studio di oltre 100 pagine, è invece l’individuazione di un modello di “difesa europea a due braccia: militare e civile”. “Ho commissionato questo Rapporto ai ricercatori di Archivio Disarmo – ha detto Tarquinio – per l’assoluta qualità del lavoro che portano avanti da tempo e per la necessità, fuori e lontano da semplificazioni e propagande, di fare un serio punto sul processo di riarmo in atto nei singoli Paesi dell’Unione Europea. Un evento niente affatto “comune” e comunitario, più o meno contemporaneo – questo sì, ha aggiunto l’eurodeputato – ma contraddittorio e diseguale, segnato più da competizioni che da collaborazioni tra Stati membri e spesso ammantato da una pesante retorica di riabilitazione della pratica bellica. Un piano che, purtroppo, minaccia di riportarci verso il nostro peggior passato e che si sta sviluppando con affanno, risucchiando fondi ingenti dalle politiche del futuro, quelle sociali e di transizione verde, secondo il disastroso copione imposto alla Ue dalle potenze che hanno riportato la guerra al centro della politica e della vita dei popoli”.
Riarmo europeo: a rischio welfare, pensioni e istruzione
Il rapporto Iriad avverte: il 3,5% del Pil per la difesa metterà a rischio il modello sociale europeo.











