Il racconto di Yoram Ortona all'epoca 14enne vittima del pogrom libico che gli cambiò la vita. In poche ore la folla scatenata in una drammatica caccia all'uomo

a

Io ebreo italiano, avevo quasi quattordici anni, quando fui costretto forzatamente insieme alla mia famiglia ad abbandonare per sempre Tripoli, la città dove sono nato, dove erano nati i miei due fratellini, i miei genitori, i miei nonni. Era un lunedì, il 5 giugno 1967, lo ricordo come fosse oggi. Alle sette e trenta del mattino mi ero recato, con la mia Graziella blu, per sostenere gli esami di terza media alla scuola Dante Alighieri, la stessa scuola dalla quale mio padre era stato cacciato nel 1938 a seguito delle leggi razziali, che vennero applicate anche in Libia, ex-colonia italiana.

Mi diressi verso il centro di Tripoli,attraversando i giardini pubblici e imboccando Sciara Haiti davanti al Palazzo Alitalia e giunsi finalmente a scuola in Sciara Mizran.

Una volta entrato in classe, e dopo aver salutato la professoressa e tutti i miei compagni, mi sedetti al mio banco. Mi ero portato un vocabolario italiano Zanichelli e una penna Parker di colore blu, uno dei miei colori preferiti, con la quale iniziai a scrivere le prime frasi del tema d’Italiano.