Un delegato all’intelligenza artificiale,nel segno di papa Prevost. Un nuovo capo dell’Istituto diocesano per il sostentamento del Clero che gestisce l’enorme ma complicato patrimonio di case della chiesa. Una donna direttrice dell’Ufficio diocesano per la scuola. Cambio di guardia pure al seminario maggiore arcivescovile. Comincia davvero ora, l’era Gambelli.

Le nomine

A quasi due anni dalla nomina l'arcivescovo di Firenze, monsignor Gherardo Gambelli, ha comunicato all’assemblea del clero fiorentino di Monte Senario i trasferimenti e le nomine che entreranno in vigore a partire dal prossimo mese di settembre nella Curia. E dalle decisioni saltano fuori svolte e scelte importanti. Dalle parrocchie ai ruoli di vertice. Non ci sono colpi a effetto o volti particolarmente noti in città. Ma c’è l’idea di plasmare la chiesa fiorentina con figure di fiducia dell’arcivescovo missionario Gambelli. Viene intanto istituto il nuovo delegato episcopale per l'Intelligenza artificiale, ruolo che sarà rivestito da don Simone Pestelli. Don Elia Carrai è nominato direttore dell'Ufficio Diocesano per i Bce e l'Edilizia di Culto; Danila Menicatti è nominata direttrice dell'Ufficio Diocesano per la Scuola; don Daniele Rossi è nominato direttore dell'Ufficio Catechistico Diocesano. Don Antonio Lari è invece nominato presidente dell'Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero al posto di don Giuliano Landini; don Francesco Scutellà assistente spirituale e copresidente della Comunità Giovanile San Michele, cessando l'incarico di vicario parrocchiale a Sant'Angelo a Legnaia; don Francesco Vermigli è nominato rettore del Seminario Maggiore Arcivescovile al posto di don Gianluca Bitossi. Nomine, ha sottolineato Gambelli, “che si inseriscono nel contesto di un anno che ci ha visto particolarmente impegnati in un cammino di conversione e di crescita nella comune corresponsabilità per la missione al servizio del Vangelo. Quanto abbiamo sperimentato attraverso le Assemblee diocesane e vicariali con l’impegno e la riflessione intorno alla ministerialità nella Chiesa vogliamo riportarlo anche nel nostro cammino e impegno di presbiteri a servizio delle nostre comunità. In questa ottica auspico un sempre maggior coinvolgimento dei vicariati nel ripensare e ridefinire la pastorale nei territori”.