<p>Si completa il rinnovo dei vertici dello <strong>Istituto per le Opere di Religione</strong> voluto da <strong>Papa Leone XIV</strong>.

Con la nomina di <strong>Giovanni Boscia </strong>a prossimo direttore generale, il Pontefice chiude il riassetto della governance dello Ior avviato già nei mesi scorsi con il rinnovo della Commissione cardinalizia, della presidenza del Consiglio di Sovrintendenza e del board dell’istituto.

Una scelta che, sul fronte del management, punta sulla continuità: Boscia è infatti l’attuale vicedirettore delegato e dal primo ottobre succederà a <strong>Gian Franco Mammì,</strong> che lascia l’incarico dopo undici anni per raggiunti limiti di età. </p> <h2>La continuità del management: Boscia raccoglie il testimone di Mammì</h2> <p>Giovanni Boscia, cinquantacinque anni, entrerà ufficialmente in carica il 1° ottobre 2026, succedendo a Gian Franco Mammì, che resterà alla guida dell’Istituto fino al 30 settembre. </p> <p>La nomina è stata deliberata dal Consiglio di Sovrintendenza e approvata dalla Commissione Cardinalizia di Vigilanza, a conferma di un<strong> percorso di successione</strong> costruito all’interno dell'Istituto. </p> <p> </p> <p>Boscia conosce infatti da vicino la realtà dello Ior.