Prima l’ha colpita con dei calci, con la scusa di aver «male alla caviglia». Poi le ha rivolto insulti omofobi: «Sei ridicola e il Pride è inutile». In un viaggio in treno in un giorno di festa, il 2 giugno, Chiara Tarantello ha vissuto tutto questo. E ha deciso di denunciare: «Quello che è accaduto a me dimostra che è ancora importante scendere in piazza, essere il più visibili possibile e riprenderci le nostre strade. Non dobbiamo darla vinta alle persone che invece vorrebbero che ci nascondessimo e ci vergognassimo per quello che siamo. Dobbiamo essere visibili».
L’aggressione Lo ribadisce a pochi giorni dal Torino Pride, la manifestazione che sabato festeggia la sua ventesima edizione. Lei ne è la coordinatrice e il 2 giugno era in call proprio per mettere a punto l’organizzazione. «Ero seduta davanti a un signore di circa 60 anni e parlavo al telefono - racconta Tarantello - Avevo appena detto che quest’anno è il ventennale e c’è l’Europride, per cui dobbiamo impegnarci ancora di più, quando quell’uomo ha iniziato a scalciare». Gli insulti La scena va avanti per un po’, finché Tarantello e la vicina, una donna sudamericana, chiedono al signore di fare attenzione. «Ci ha risposto che tirava i piedi in avanti perché aveva male a una caviglia, ma fino a poco prima era tutto a posto ... Ha iniziato quando mi ha sentito parlare del Pride. La signora sudamericana gli ha fatto notare che con le gambe allungate stava sconfinando nel suo spazio e lui ha messo in dubbio che lei avesse il biglietto: “Bisogna vedere se il posto è davvero tuo”». È a questo punto che arrivano gli insulti anche alla coordinatrice del Pride. «Un ragazzo ha lasciato al signore il posto vicino al corridoio dove potesse stendere le gambe - ricorda - Si è seduto quindi accanto a me. E mi ha detto: “Ti sei messa in mezzo perché sei frustrata”. Gli ho risposto che non capivo e lui ha replicato: “Tu e la tua lobby siete frustrati perché non avete abbastanza potere”. Mi ha dato della ridicola, ha detto che il Pride è inutile e il treno stava ridendo di me». La denuncia Tarantello scende a Porta Susa e va a sporgere denuncia: «Quello che mi ha dato più fastidio è che nessuno ha preso le mie difese. Ho denunciato perché persone come quell’uomo, che si sentono titolate a insultare, capiscano che non siamo più disposti a sopportare, abbiamo intenzione di riprenderci gli spazi che ci spettano»..









