Si chiama Roberto Vannacci, porta i gradi di generale e guida un movimento - Futuro nazionale - che sta trasformando la geopolitica del centrodestra con la stessa precisione con cui, un tempo, pianificava operazioni militari. Solo che questa volta il nemico è quello di cui dovrebbe essere alleato e cioè la destra italiana, di cui invece sembra essere diventato l’incubo, come titola la nostra copertina.Salvini aveva creduto di fare il colpo del secolo: prendere il generale più chiacchierato d’Italia - quello del libro sui diversi (“Il mondo al contrario”), quello delle polemiche sugli omosessuali, quello in contrasto con la magistratura militare - e trasformarlo in una locomotiva elettorale per la Lega. Utilizzarlo, insomma. Come un testimonial d’eccezione, capace di intercettare la fascia di elettorato che anche dentro il centrodestra si sentiva troppo imborghesita, troppo europea, troppo “stile Draghi”. Il piano sembrava funzionare: alle Europee del 2024 Vannacci era risultato il candidato più votato d’Italia, con oltre mezzo milione di preferenze. Un risultato straordinario. Solo che il generale alla fine ha capito il trucco e si è messo in proprio.Oggi Futuro nazionale è una realtà autonoma. Piccola, ancora, nei numeri ufficiali. Ma in crescita costante e soprattutto dotata di quella cosa rara in politica: una narrativa coerente. Vannacci vende un’identità che si basa su valori semplici come coraggio, disciplina, tradizione, famiglia, protezione, contro un’Europa che, secondo lui, detta legge, contro un’immigrazione che minaccia l’identità nazionale. La semplicità è la sua forza.Lo abbiamo seguito in queste settimane, alle sue manifestazioni, ascoltando i suoi comizi. C’è una capacità comunicativa genuina, non costruita a tavolino da spin doctor, ma nata da una certa naturalezza nel parlare alla pancia della gente, soffiando sistematicamente sui sentimenti antimmigrazione con un’abilità che sarebbe imprudente sottovalutare. Ma soprattutto ha capito una cosa che i suoi avversari stentano ad ammettere: gli attacchi che gli vengono mossi da destra lo fanno crescere, non lo indeboliscono. Ogni volta che Fratelli d’Italia lo accusa di ambiguità sulla Russia, ogni volta che Forza Italia storce il naso davanti al suo estremismo, ogni volta che la Lega evoca il rischio sorpasso, Vannacci incassa e rilancia. «Non sono io che li faccio perdere», ha scritto sui social commentando l’ultimo sondaggio di Pagnoncelli per il Corriere, quello che lo dà testa a testa con il Carroccio. «È questa alleanza di centrodestra che perde comportandosi come la sinistra».Il nodo, alla fine, è uno solo: si può governare con Vannacci? La domanda che fino a qualche mese fa sembrava impronunciabile, nelle stanze di via della Scrofa inizia a circolare sottovoce. Alle prossime politiche Futuro nazionale farà parte della coalizione di centrodestra? A che prezzo? Vorrà un ministero? Aumenterà il peso e l’influenza della destra estremista? E se invece corresse da solo, la mancanza dei suoi voti avvantaggerebbe la sinistra? Sono questi gli interrogativi che agitano il centrodestra.Forza Italia dice che è impossibile. La Lega dice che sarebbe una condizione sufficiente per lasciare la coalizione. Ma entrambe lo dicono adesso, quando i numeri permettono ancora di dire no. Tra un anno, dopo altri sondaggi, dopo altri bagni di folla fra la gente, la musica potrebbe cambiare. E il generale lo sa.
Lo schiaffo del soldato al centrodestra
Il generale Vannacci spina nel fianco della coalizione cresce nell’attesa. E resta un’incognita















