Nel cuore dell’Umbria, un cavaliere si concentra. È tutt’uno con il suo destriero e con la lancia che tiene in mano, parallela al terreno, puntata verso un anello di cinque centimetri. Il suo sguardo è fisso in un punto del Campo de li Giochi, così come quello del pubblico che tiene il fiato gremendo i contorni del grande spazio. Tutto il resto scompare e nell’antichissimo borgo di Foligno pare di essere tornati al 1613, quando l’antico gioco cavalleresco fu documentato per la prima volta. O al 1946, quando la città, ancora segnata dalla guerra, scelse di ricominciare attraverso la festa.

Da allora la manifestazione è cresciuta insieme alla sua comunità, costruendo un patrimonio fatto di competizione equestre, rigore filologico, cultura barocca e partecipazione popolare che poche rievocazioni in Italia possono vantare.Velocità, precisione e controllo sono le tre qualità che si misurano in centesimi di secondo e che, da ottant'anni, sono tornate ad animare l’orgoglio dei dieci Rioni di Foligno.

Federica Moro, madrina d’eccezione

Il 2026 è un anno di bilancio e di rilancio per la Quintana moderna nata, come si diceva, nel 1946. A dare volto all'edizione dell'Ottantennale è stata Federica Moro, madrina ufficiale della Giostra. Tra le Miss Italia più amate, attrice, figura da tempo legata alla manifestazione, Federica Moro ha portato nella Quintana una presenza riconoscibile che conferma il carattere di una festa genuinamente folignate ma anche inclusiva perché capace di affascinare pubblici diversi.Il cuore della Quintana è la corsa.