Un sistema di riconoscimento facciale è dentro all’app degli occhiali smart Meta. Chiunque venga inquadrato dalla fotocamera finisce archiviato nel telefono di chi li indossa ma né chi viene ripreso né chi porta gli occhiali lo sa.

Lo ha scoperto WIRED analizzando il codice dell’app Meta AI, scaricata su oltre 50 milioni di telefoni, con conferma indipendente della Electronic Frontier Foundation. La funzione si chiama internamente NameTag e non è ancora attiva per i consumatori, ma l’infrastruttura tecnica è già distribuita sui dispositivi da mesi, senza che Meta lo avesse mai comunicato.

Come funziona NameTag

NameTag opera su tre modelli AI che risiedono già sul telefono degli utenti: uno rileva i volti inquadrati dagli occhiali Ray-Ban e Oakley, uno li ritaglia, un terzo li converte in faceprint, una sequenza di 2.048 numeri che rappresenta in modo univoco i tratti del viso.

Quando verrà attivato, il sistema confronterà ogni volto con quelli memorizzati nel database sul telefono del portatore. I volti riconosciuti genereranno una notifica. Quelli non riconosciuti verranno comunque ritagliati, indicizzati e salvati in una cartella “in attesa”.