Meta ha fatto sparire il codice del riconoscimento facciale dai suoi occhiali smart. Nel giro di un giorno l'azienda ha rimosso dall'app Meta AI, utilizzata come companion software per i suoi smart glasses, i componenti dedicati a NameTag, un sistema di riconoscimento facciale che non era mai stato attivato pubblicamente ma che risultava già integrato nel software distribuito agli utenti.

La scoperta era emersa da un'analisi di WIRED, che aveva individuato nell'app librerie esplicitamente dedicate al riconoscimento dei volti. Secondo quanto riportato dall'inchiesta, tali componenti erano presenti in un'app installata su oltre 50 milioni di smartphone e facevano parte di un'infrastruttura già ampiamente sviluppata.

Cosa è stato rimosso e quali interrogativi restano aperti

NameTag era stato progettato per acquisire i volti attraverso gli smart glasses, convertirli in faceprint biometrici e confrontarli con un database memorizzato localmente sul dispositivo. L'analisi del codice aveva evidenziato anche un altro aspetto particolarmente delicato: i volti che il sistema non riusciva a identificare venivano ritagliati, indicizzati e conservati localmente per successive elaborazioni.

L'aggiornamento più recente dell'app ha eliminato quasi ogni traccia della funzionalità. Sono scomparsi il software di riconoscimento facciale, il codice responsabile dell'elaborazione NameTag, l'avviso che avrebbe notificato l'identificazione di una persona e perfino la directory destinata a conservare immagini ritagliate e firme biometriche generate dal sistema.