di Daniele Dell'Orcogiovedì 4 giugno 20263' di letturaIl Regno Unito è in subbuglio. A Southampton si contano 11 agenti feriti dopo gli scontri scoppiati davanti a un commissariato durante una delle proteste delle ultime ore degenerate in violenza. Il premier britannico Keir Starmer ha definito quanto accaduto «vergognoso, ingiustificabile e inaccettabile» scagliandosi contro «l’ultradestra».Ma la verità è che i britannici, e non solo, dei doppi standard non ne possono più. Tutto nasce dalla morte di Henry Nowak, diciottenne accoltellato a dicembre per strada a Southampton da Vickrum Digwa, ventitreenne britannico di origine indiana e di fede sikh. Una vicenda già di per sé tragica, ma resa ancora più sconvolgente dalle immagini emerse nelle ultime settimane.Nel video si vede Henry agonizzante mentre viene ammanettato dagli agenti. Si sente ripetere più volte di essere stato accoltellato e di non riuscire a respirare. Nove volte, secondo le ricostruzioni. Nel frattempo il suo aggressore si presenta come vittima di un’aggressione razzista che, successivamente, si rivelerà inesistente. Digwa lunedì è stato condannato all’ergastolo con almeno 21 anni di carcere da scontare.Starmer ha reso omaggio alla famiglia del ragazzo, elogiandone la dignità e riconoscendo che la polizia ha «serie questioni a cui rispondere». Ma sebbene il premier laburista abbia ammesso che qualcosa non ha funzionato nel comportamento delle forze dell'ordine, non dice che il clima che si respira nel Regno Unito viene da lontano ed è figlio (anche) delle sue politiche.La questione è semplice e terribilmente delicata: perché le parole di un ragazzo accoltellato sono state ignorate mentre veniva considerata attendibile un’accusa di razzismo poi risultata falsa?
Boldrini e compagni, ora inginocchiatevi per Henry Nowak | Libero Quotidiano.it
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