Queerstorming, una tempesta queer. Come quella che travolse, facendo sobbalzare sulla sedia qualche dirigente di partito, la redazione di Liberazione, il quotidiano di Rifondazione Comunista. A scatenarla fu Angela Azzaro, caporedattrice della Cultura, quando decise che il supplemento Liberazione della domenica avrebbe custodito una nuova creatura. E che si sarebbe chiamata Queer. Era il 2005 e la parola queer, arrivata a noi grazie Judith Butler, non era affatto pop. Ma Angela era una mente inquieta e aveva uno sguardo capace di vedere oltre, arrivare fin dove gli altri non osavano guardare. Aveva, al passato, perché Angela Azzaro è scomparsa a febbraio. Queerstorming (All Around edizioni) è il titolo che abbiamo scelto – noi colleghe del tempo, con le persone che l’hanno amata, riunite nell’associazione Angelessa – per un libro a lei dedicato. E in cui convergono, grazie alla Biblioteca della Fondazione Lelio e Lesli Basso che le ha conservate, «cento prime pagine rivoluzionarie» di Queer. Arriva in libreria il 10 giugno, giorno in cui Angela avrebbe compiuto 60 anni.

Addio alla giornalista Angela Azzaro, voce libera sempre capace di guardare oltre

Come scrive Carla Cotti, collega e compagna di avventure editoriali e lotte femministe, Azzaro aveva «una capacità rara di scoprire e valorizzare i talenti delle altre, degli altri. L’urgenza di schierarsi, con la penna, con la voce, col corpo nelle piazze». Caratteristiche si riversarono nei 185 numeri della sua creatura più bella, Queer. Un virus che contagiò tutta la redazione di Liberazione, spiazzante nella grafica, visionaria per i temi che ha affrontato. Nato dall’incontro-scontro con Francesco “Warbear” Macarone Palmieri, teorico e pioniere della scena queer italiana E che, nel libro, ricorda l’importanza di quel lavoro in anni in cui: «L’ideologia della sinistra storica sosteneva che la lotta di classe dovesse avere la precedenza su tutto: il concetto era che “se non mangi, non puoi nemmeno permetterti di essere gay”. Ma era un paradosso, perché l’identità di una persona non svanisce in base alle condizioni economiche. Angela ha capito che l’umanità e i rapporti di potere sono fatti di una policromia che l'abbattimento del classismo da solo non riusciva a spiegare». E che la sovversione dell’esistente passava per la liberazione dei corpi. Così le pagine di Queer si sono aperte al garantismo, ai movimenti, alla comunità lgbtqia+, «alle riflessioni e alle lotte delle persone trans, afrodiscendenti, sex worker, di tutte quelle soggettività eccentriche che, ancora oggi, faticano a trovare spazio e narrazioni adeguate nelle pagine dei giornali». In un dialogo continuo con l’inserto “madre”.