La casa dei Cerretini, sulla strada delle Colline a Val di Cava, che dovrà essere demolita in base alla sentenza del Consiglio di StatoPONSACCO"Non avremmo mai voluto convocare la famiglia Cerretini per comunicare la demolizione della loro abitazione. Come amministrazione comunale siamo profondamente amareggiati per l’esito del contenzioso giudiziario e avremmo sperato in un risultato diverso. Anche per noi il bosco era in realtà un parco trascurato che non necessitava di distanze da rispettare. Tuttavia, anche quando non sono condivise, le sentenze del Consiglio di Stato devono essere accettate, notificate ed eseguite". Lo scrive la giunta comunale di Ponsacco che ha incontrato i Cerretini "per illustrare ciò che l’ente sarà costretto a fare". "Spesso si è cercato di attribuire a questa vicenda una matrice politica, ma si tratta di una questione che ha soprattutto una natura tecnica – scrive la giunta – Ed è proprio da questo punto di vista che riteniamo corretto ripercorrerla. Alcuni errori sono stati commessi soprattutto nella fase iniziale, quando il permesso a costruire fu rilasciato, poi sospeso e successivamente riattivato. Quello è stato probabilmente il momento da cui hanno avuto origine tutte le conseguenze. In quella fase, forse, la politica avrebbe potuto assumere scelte diverse, anche considerando che l’immobile non era destinato a diventare abitazione di residenza della famiglia, ma a essere immesso sul mercato immobiliare. Da quel momento si è susseguita una lunga serie di sentenze, ricorsi e impugnazioni che hanno allungato i tempi ma non modificato il punto centrale della questione. In quell’area è presente un bosco e non è possibile costruire a una distanza inferiore a 50 metri. Un principio sancito dal Consiglio di Stato. Tutte le interpretazioni che ignorano questo elemento rappresentano valutazioni prive di fondamento tecnico e giuridico. Anche l’ipotesi di una possibile sanatoria non trova riscontro dal momento che il Consiglio di Stato, con la sentenza 7579/2020, ha annullato il piano aziendale che costituiva il presupposto della realizzazione dell’immobile". "Come amministrazione abbiamo incontrato più volte la famiglia Cerretini, cercando ogni possibile soluzione condivisa – conclude la giunta di Ponsacco – Soluzioni che, alla luce di quanto successivamente stabilito dal Consiglio di Stato, evidentemente non esistevano. Ci siamo trovati a gestire una situazione già definita sotto il profilo edilizio e molto avanzata sotto quello giudiziario. La politica non può compiere miracoli e, soprattutto, non può interferire con le decisioni dell’autorità giudiziaria, principio fondamentale di ogni sistema democratico. Resta l’amarezza per una vicenda umana che coinvolge tutti. Resta però anche una riflessione sul valore della prudenza. Di fronte a situazioni caratterizzate da autorizzazioni contestate, sospese e riattivate, forse sarebbe stato più saggio attendere oppure modificare il progetto di pochi metri, invece di proseguire confidando che futuri pronunciamenti avrebbero confermato la legittimità dell’intervento".
La giunta convoca i Cerretini: "L’abitazione deve essere demolita"
Ponsacco: "Come amministrazione comunale siamo profondamente amareggiati per l’esito del contenzioso"







