"Quanto dichiarato dall’amministrazione del Comune di Ponsacco sorprende e rattrista. Dopo essersi dichiarata profondamente amareggiata per l’esito e giudizio finale del Consiglio di Stato che sancisce l’obbligo di demolizione, vira poi, dilungandosi, a favore della demolizione. Erroneamente dichiara che trattasi soprattutto di una vicenda che ha natura tecnica e non politica, ma poi afferma che, forse, i politici che hanno preceduto questa coalizione avrebbero potuto fare di più". E’ quanto si legge in un post della famiglia Cerretini, proprietaria dell’abitazione di Val di Cava da anni al centro di una assurda vicenda. "Il Comune dichiara erroneamente che nella fascia di 50 metri dal bosco, dove sorge l’abitazione, non è possibile costruire, invece l’articolo 29, secondo comma, del Piano Territoriale di coordinamento provinciale evidenzia che in quella fascia non vige un vincolo di inedificabilità, bensì una edificabilità condizionata e finalizzata a prevenire possibili incendi – spiegano ancora i Cerretini – L’amministrazione comunale non ci ha mai indicato una soluzione condivisa, come invece dichiara nel comunicato stampa. Chiediamo al Comune di Ponsacco di smentire questo e l’affermazione della giunta secondo cui ’la casa non era destinata a diventare abitazione della famiglia ma ad essere immessa sul mercato immobiliare’. La verità oggettiva è un’altra ed è opposta. L’amministrazione comunale di Ponsacco l’avrebbe potuta facilmente verificare all’Anagrafe e all’ufficio Tributi".
I Cerretini: "Dal Comune parole non vere"
PONSACCO "Quanto dichiarato dall’amministrazione del Comune di Ponsacco sorprende e rattrista. Dopo essersi dichiarata profondamente amareggiata per l’esito e giudizio finale...







