Dovevano entrare in casa i primi di settembre. Le chiavi in mano, le piante ai balconi, i bambini nel cortile. Invece è già luglio e le famiglie delle Residenze Lac sono ancora lì. Sospese. Giovedì la Cassazione ha confermato il sequestro del cantiere: le case non si possono costruire. Perché alte più di 25 metri, senza un piano attuativo. Abusive. E i sogni altrui non sono una scusante. «Avevamo firmato da un notaio su un progetto approvato dal Comune, sponsorizzato ovunque. Ora ci dicono: fate causa ai costruttori. O al Comune. Ma con che fiducia nelle istituzioni e nel mercato? E con che soldi, dopo aver già pagato anticipi così impegnativi?», chiede Filippo Borsellino, portavoce del comitato Famiglie sospese e acquirente delle Lac. Una cinquantina di nuclei, giovani coppie e pensionati che avevano scelto quel lotto in via Cancano, accanto al Parco delle Cave, per invecchiare assieme a figli e nipoti.