VENEZIA - Si erano abbracciati la sera dello scrutinio in Galleria Matteotti e si erano incrociati il giorno del Salone Nautico all’Arsenale. Oggi all’ora di pranzo Alberto Stefani e Simone Venturini si parleranno al di là dei saluti di cortesia, nel primo incontro programmatico fra i due Millennial del Canal Grande: «Un allineamento non solo politico ma anche generazionale fra il Veneto e Venezia», per citare il concetto più volte ripetuto dal presidente e dal sindaco. Nel menù ci saranno soprattutto temi sociali, dagli assistenti di quartiere alla situazione delle Rsa, passando per il piatto forte dell’emergenza abitativa, al centro ieri del dibattito anche a Roma.

STATI GENERALI Stefani è intervenuto infatti agli “Stati generali dell’abitare” promossi dall’Unione di Centro. Il governatore ha presentato il “Piano casa” del Veneto da 50 milioni, ricavati dalla riprogrammazione dei fondi comunitari e destinati per la metà al personale sanitario. «Non c'è più – ha spiegato l’esponente della Lega – solo la residenzialità popolare come l’abbiamo conosciuta negli anni. Dobbiamo cominciare a studiare dei modelli innovativi, anche per il trattenimento dei giovani. L'altro giorno parlavo con un infermiere che mi diceva: “Mi sono laureato a 24 anni. Vivo in una città in cui non trovo una casa decente in affitto a meno di 800 euro con uno stipendio di 1.300. Come posso pensare di restare in Veneto?”. Una delle risposte che noi possiamo dare è il social housing. Il dato Isee sulla residenzialità Erp è di 7.700 euro annui: è chiaro che qualsiasi giovane con uno stipendio di bassa entità, ma anche anziano con una pensione che supera i 500 euro al mese, non può pensare di avere un alloggio a prezzi ragionevoli. C’è un'area grigia nel nostro Paese che è in costante aumento e non è tutelata dalle politiche abitative. Dobbiamo immaginare soluzioni alternative. È una grande sfida che un presidente di 33 anni deve sicuramente affrontare per guardare alla società del futuro». Uno spunto che, è parso di capire, anche un sindaco 38enne come Venturini vorrà raccogliere, dopo aver annunciato proprio la questione della casa, con il possibile passaggio degli alloggi Ater al Comune, fra gli argomenti di confronto con la Regione. Il senatore centrista Antonio De Poli, promotore dell’evento capitolino, ha espresso apprezzamento per l’impostazione: «Dal Veneto oggi arriva un modello che credo abbia tutte le carte in regola per essere esportato in ambito nazionale, rispondendo in maniera concreta alle esigenze abitative di famiglie, giovani coppie e lavoratori. Mettere al centro la casa significa aiutare il ceto medio che non ha i requisiti per accedere alle graduatorie delle case popolari ma, al tempo stesso, non riesce a sostenere i prezzi del mercato». POLEMICA In contemporanea al convegno di Roma, a Venezia si è riunita la commissione regionale Urbanistica, proprio per esaminare il testo di legge redatto da Palazzo Balbi sull’housing sociale. Con polemica: «Sotto quello scudo veniva proposto di rimuovere i limiti stabiliti dalla stessa Giunta solo l’anno scorso per i progetti finanziati con fondi europei», ha lamentato la consigliera Elena Ostanel (Alleanza Verdi Sinistra), presentando alcuni emendamenti e ritirando quelli che non sarebbero stati accolti, con il proposito di riformularli in aula. «Il rischio che abbiamo sventato è che sotto la proposta anche condivisibile di dare casa a personale medico, si aprisse ad una deroga senza limiti, perdendo il poco patrimonio Erp disponibile», ha sottolineato l’esponente dell’opposizione. Dunque la tematica accende già la discussione, in attesa del confronto di oggi fra i due trentenni.