VENEZIA - Eccoli qua «gli under 40 al potere», come li ha definiti Il Foglio trasformando la congiuntura veneziano-veneta in un caso nazionale, da fenomenologia della politica. I sorrisi larghi, la stretta di mano con il gomito flesso, il mezzo abbraccio. Entrambi in completo blu e camicia bianca, diverge solo il colore della cravatta, forse anche la dimensione del nodo. Dettagli per i cultori della fisiognomica e della prossemica, applicate all’analisi post-elettorale, che non trapelano dall’asciutta nota diffusa al termine del faccia a faccia: «Si è svolto questa mattina (ieri, ndr.) a Palazzo Balbi, sede della giunta del Veneto, il primo incontro istituzionale fra il neoeletto sindaco di Venezia, Simone Venturini, e il presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani. Durante il colloquio è stata espressa la piena volontà di proseguire insieme un cammino di dialogo istituzionale per rafforzare il rapporto fra l’ente regionale e il capoluogo».

Esaurite le formalità di rito, il “giallo” e il leghista si salutano, ma si è tratta di un arrivederci a breve termine. Dopo quasi un paio d’ore di conversazione a porte chiuse, infatti, il 38enne Venturini e il 33enne Stefani si ritrovano alle Procuratie Vecchie per la Venice Climate Week. Di nuovo seduti, e fotografati, l’uno accanto all’altro. E disponibili a riferire gli argomenti del confronto, confermando le indiscrezioni della vigilia: un po’ di tutto, dalla cultura alle infrastrutture, ma in particolare il sociale con l’emergenza abitativa, che peraltro in questi giorni sta costando ad ambedue qualche polemica per la situazione degli alloggi pubblici e la riforma dell’edilizia residenziale. L’AGENDA Ha dichiarato Stefani: «Questi temi sono al centro dell’agenda politica sia della Regione Veneto che della nuova amministrazione di Venezia. Negli ultimi anni il Comune ha cominciato a sviluppare le politiche abitative e il social housing. Tra l'altro Simone le ha seguite direttamente con la delega da assessore. In questi mesi io ho voluto avviare un processo di riforma, che nei prossimi giorni inizierà ad assumere corpo in Consiglio regionale».Su quel testo, però, sono già emersi i rilievi del centrosinistra. «Non possiamo permettere che sotto una finalità che a tutti può apparire buona, si nasconda la minaccia di perdere patrimonio Erp o di darlo a fasce reddituali che non ne hanno bisogno», ha affermato la civica Elena Ostanel, criticando la biforcazione dell’investimento da 50 milioni: 25 per la riqualificazione degli alloggi popolari destinati ai nuclei indigenti e 25 per le formule abitative dedicate a lavoratori e pensionati che non hanno un Isee così basso, ma nemmeno un reddito abbastanza alto da poter andare sul mercato. Il presidente ha però difeso quell’impostazione: «Dobbiamo dare entrambe le risposte. E dobbiamo anche rivedere il tema della residenzialità pubblica come l'abbiamo intesa negli ultimi quarant'anni, perché in questo momento abbiamo 9.000 immobili sfitti per assenza di manutenzioni. Questo significa che dobbiamo costruire un modello sostenibile attraverso una grande riforma della casa. Ci stiamo già lavorando: conto nei prossimi giorni di poter presentare uno schema». L’ALLINEAMENTO Venturini ha apprezzato: «C’è una bella sintonia tra di noi, per un fattore generazionale che rappresenta un unicum a livello nazionale. Un allineamento tra me e Alberto per omogeneità della coalizione, per comunanza valoriale e percorso formativo, per l’età che è simile e ci aiuta a condividere certe urgenze. In questo primo incontro abbiamo toccato molti macro-temi, ma solo per titoli, in quanto abbiamo concordato di affrontare i singoli dossier coinvolgendogli assessori e i dirigenti. Indubbiamente però la questione abitativa sarà un argomento centrale, perché servono nuovi modelli per favorire i restauri e accelerare le assegnazioni».Alla manifestazione davanti alla sede Ater di Venezia, Martina Vergnano dell’Assemblea sociale per la casa ha puntato il dito contro Ca’ Farsetti: «Si parla di 1.730 case pubbliche abbandonate in questa città. Vuol dire una su tre, al netto delle promesse elettorali». Il sindaco ha ribadito di contare sull’asse fra il Comune e la Regione: «Ci confronteremo tecnicamente con gli uffici, per capire la migliore forma di collaborazione». Pare dunque di capire che, di incontri fra i due Millennial, ne vedremo ancora.