Firenze, 5 giugno 2026 – Oggi Firenze celebra il centenario della nascita di un campione che ha fatto la storia, l’aretino Mario D’Agata. Un uomo che ha saputo trasformare il silenzio in forza, diventando il primo campione del mondo sordomuto, dimostrando al mondo intero che nessun limite può spegnere la fame di vittoria. Campione mondiale, due volte campione europeo. Categoria pesi Gallo, di Arezzo, Mario "piccolo Marciano" D'Agata, dopo Primo Carnera, fu il secondo italiano a conquistare un titolo mondiale. Quest'anno sono 70 anni che D’Agata ha portato in alto il nome dell’Italia, e della Toscana, con coraggio, determinazione e cuore.
Una vita che sembra un film
La storia di D’Agata va oltre la mera cronaca sportiva, essendo una vicenda umana straordinaria di riscatto e determinazione. Fin dall’infanzia, non certo facile e felice per il piccolo Mario, nato ad Arezzo il 29 maggio 1926 in una famiglia povera e numerosa, dove le bocche da sfamare erano quelle di ben sei figli. Il piccolo Mario era nato sordomuto in un’epoca in cui le disabilità erano muri insormontabili, così venne mandato in un istituto a Siena, dove frequentò la scuola e prese la licenza della scuola media. Divenne un intagliatore di legno, un decoratore di ceramiche molto abile, ma le sue mani erano destinate a qualcos’altro. A 17 anni, assistendo per caso a un incontro di pugilato tra militari britannici, sentì nascere in lui la passione per la boxe. Ne era sicuro: aveva trovato lo sport a cui avrebbe dedicato la sua vita.









