“Che cosa preparo? Il ‘poulet à la bière’, il pollo alla birra. Mi viene bene. E poi molte verdure, perché ho tanti nipoti vegetariani...”. Si ferma un attimo in silenzio, e poi dice: “Sono felice. Non vedevo l’ora che arrivasse questo giorno!”. Ha la voce allegra come quella di una ragazzina. Ma oggi Stefania Sandrelli compie ottant’anni. E sembra ieri che si affacciava al cinema, un po’ per caso, un po’ perché era il suo destino.
Stefania Sandrelli in "Io la conoscevo bene" di Antonio Pietrangeli, 1965
Il caso ebbe la forma dell’obiettivo di un fotografo sulla spiaggia di Viareggio: la foto arrivò sul tavolo del regista Pietro Germi, e il resto è storia. Ma Stefania conosceva già la magia del cinema. I brevi film in super8 girati dal fratello Sergio la vedevano già attrice, montatrice, costumista. Quel gioco, per lei, non sarebbe finito più. Il resto è storia. I personaggi di oltre cento film, in cui ha portato la sua naturalezza, la sua spontaneità, la sua ironia.
Stefania Sandrelli con la figlia Amanda da bimba
Nel volto di Stefania si è specchiata l’Italia. E fin da quell’esordio, giovanissima, in Divorzio all’italiana (1961) al fianco di Marcello Mastroianni, Stefania ha portato sullo schermo qualcosa di raro. La naturalezza. Bella, bellissima. Ma soprattutto vera. I grandi registi, i grandi attori, i grandi film: Pietro Germi, Bernardo Bertolucci, Ettore Scola, Mario Monicelli, Antonio Pietrangeli. Vittorio Gassman, Mastroianni, Tognazzi.











