A sinistra nel tondo, Mauro Giannini in camicia nera e fascia tricolore il 2 Giugno, a destra Giannini nel 1991 militare in IraqPennabilli (Rimini), 5 giugno 2026 – Tonino Guerra amava ripetere che “la bellezza salverà il mondo”. E Pennabilli, splendido borgo sulle colline riminesi dove il poeta e sceneggiatore ha vissuto per anni, è pieno di bellezza. E di storia. Di arte e cultura. Qui è venuto più volte il Dalai Lama. Qui sono passati tantissimi intellettuali e c’è uno dei più antichi (e noti) mercati di antiquariato. Se fosse ancora vivo, chissà cosa avrebbe detto Tonino Guerra (che fu prigionero in un lager) a Mauro Giannini, l’ex paracadutista della Folgore che da 10 anni governa Pennabilli. Giugno 1994: la storica visita del Dalai Lama a Pennabilli ricevuto da Tonino Guerra
Giannini, un sindaco ‘sui generis’
Un sindaco sui generis, Giannini. Balzato più volte agli onori delle cronache per le sue inequivocabili dichiarazioni. Come “sono nato in camicia nera e morirò in camicia nera”. O ancora: “Se avessi avuto un figlio gay non sarei stato contento”. Ex commilitone e amico di Vannacci, martedì alla festa della Repubblica Giannini ne ha combinata un’altra delle sue: si è presentato in camicia nera alla cerimonia in piazza con gli altri sindaci. Apriti cielo. Per l’Anpi “Giannini offende i valori di democrazia, libertà e antifascismo della festa del 2 Giugno”. Per il presidente dell’Emilia-Romagna, Michele de Pascale, “chi non si riconosce nei valori dell’antifascismo, non può festeggiare la Repubblica”. Nel tondo, Mauro Giannini in camicia nera e fascia tricolore il 2 Giugno












