Fascia tricolore e camicia nera, guardando l'obiettivo è rigorosamente il primo a destra della sua fila. Per il 2 giugno Mauro Giannini, sindaco di Pennabilli, si è messo in posa insieme ad una trentina di altri amministratori della provincia di Rimini per una foto di gruppo. Ma l'outfit scelto per la Festa della Repubblica, per lui consueto e rivendicato varie volte con orgoglio, fa discutere e provoca lo sdegno dell'Anpi, che parla di "un gesto incompatibile con il significato della ricorrenza che celebra la nascita della Repubblica democratica e della Costituzione antifascista", oltre che di "una grave offesa alla memoria della Resistenza e ai valori su cui si fonda la Repubblica".

Giannini ha detto più volte di essere nato e che vorrebbe morire vestito così. Quando a febbraio è andato a Modena per partecipare ad un incontro sulla Remigrazione con Roberto Vannacci, di cui è sostenitore, ha lasciato per una volta a casa la camicia per indossare una felpa, sempre nera, della decima legio. "Sono nato, non mi vergogno di dirlo, con il mito del superuomo, del guerriero, dell'uomo invincibile. E ovviamente certi principi, certi valori si possono ritrovare anche nel fascismo, ma io mi ritengo un dannunziano", ha detto in un'altra occasione.