Il caso Confermata la grazia dopo le nuove indagini della procura generale di Milano. «Non c’è stata alcuna inconsueta segretezza: su 42 decreti solo 12 sono stati comunicati per ragioni di privacy e il presidente non è stato influenzato da considerazioni estranee alle finalità umanitarie». Nordio attacca le opposizioni. Travaglio: «Pronti a denunciare i giudici»
Con una lunga nota, il Capo dello Stato chiude definitivamente il caso Minetti. E si leva con sobrietà qualche sassolino dalla scarpa. «L’Autorità giudiziaria competente – la Procura Generale presso la Corte d’Appello di Milano – ha condotto gli accertamenti, richiesti dalla presidenza della Repubblica e sollecitati dal ministero della Giustizia, sulla asserita infondatezza delle condizioni che hanno portato alla concessione della grazia alla signora Minetti», spiega la nota diramata ieri dal Quirinale. Un testo, così si apprende, vagliato parola per parola da Sergio Mattarella.
IL SECONDO CAPOVERSO è lapidario: «La Procura Generale, su presunti fatti raffigurati in notizie di stampa, ha disposto accurate verifiche in ogni direzione necessaria, per il tramite degli organismi di polizia italiani e dell’Interpol, giungendo alla conclusione che essi non corrispondono al vero». Il riferimento, pur senza nominare direttamente la testata, è all’inchiesta del Fatto quotidiano che aveva sollevato dubbi e ombre sulla vita di Minetti in Uruguay, parlando di festini con escort arrivate da tutto il mondo su aerei privati nel ranch uruguaiano del suo compagno Giuseppe Cipriani, e sulle modalità dell’adozione del figlio. Tutte accuse che la nuova indagine della procura generale di Milano, resa nota mercoledì, aveva definito infondate.










