La grazia a Nicole Minetti resta. “Non ci sono motivi per rivalutarla”. È questa la presa di posizione di Sergio Mattarella in un comunicato ufficiale della Presidenza della Repubblica, dopo gli accertamenti sollecitati dallo stesso Quirinale in seguito agli articoli del Fatto Quotidiano. La decisione del Capo dello Stato era attesa alla luce di quanto prodotto dalla Procura Generale di Milano, che mercoledì aveva chiuso le porte concludendo al termine della nuova istruttoria – e citando le indagini difensive della stessa ex consigliera regionale lombarda e del suo compagno Giuseppe Cipriani, senza considerare la testimonianza di una massaggiatrice che aveva parlato con Il Fatto – che il quadro era rimasto invariato rispetto al primo parere: nessun festino con escort e droga nel ranch uruguaiano della coppia, ma solo incontri conviviali.

“L’Autorità Giudiziaria competente ha condotto gli accertamenti, richiesti dalla Presidenza della Repubblica e sollecitati dal Ministero della Giustizia, sulla asserita infondatezza delle condizioni che hanno portato alla concessione della grazia alla signora Minetti”, ricorda il Quirinale parlando di “accurate verifiche in ogni direzione necessaria” attraverso polizia e Interpol “giungendo alla conclusione” che le notizie alla base dei dubbi del Fatto “non corrispondono al vero”. Il presidente della Repubblica “ringrazia” il ministero della Giustizia per aver “sollecitamente provveduto” a disporre gli accertamenti e spiega di aver “preso atto con rispetto delle conclusioni della Procura Generale di Milano, in base alle quali non si ravvisano motivi per una rivalutazione del provvedimento di clemenza adottato, ribadendo la propria fiducia nella magistratura”.