Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiUn casco blu della missione Unifil in Libano è morto questa mattina presto a causa di ferite gravi riportate quando colpi di mortaio hanno colpito la sua posizione vicino a Marjayoun, nel Libano sudorientale. Lo riferisce la stessa missione Onu su X. Due altri caschi blu, che hanno anch'essi riportato ferite, stanno ricevendo cure in un centro medico presso la base della Unifil, ha aggiunto la missione.
"Esprimiamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia, agli amici e ai colleghi del soldato che ha perso la vita al servizio della pace. I nostri pensieri vanno anche al pieno e rapido recupero dei soldati feriti", si legge nel comunicato della Forza di interposizione Onu. Sul caso è stata avviata un'indagine. L'Unifil, si legge nel comunicato, "ha rilevato un numero sempre crescente di traiettorie e impatti" nel sud del Libano. "La violenza deve cessare. Ribadiamo il nostro appello a tutti gli attori affinché' rispettino i loro obblighi ai sensi del diritto internazionale e garantiscano in ogni momento la sicurezza e l’incolumità del personale e delle proprietà delle Nazioni Unite, anche astenendosi da azioni che potrebbero mettere in pericolo i soldati di pace. Chiediamo inoltre alle autorità nazionali competenti di indagare sull'incidente, di portare i responsabili davanti alla giustizia e di garantire la responsabilità penale", ha riferito la Forza Onu. "Gli attacchi deliberati contro i soldati di pace costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza, e possono configurare crimini di guerra", ha concluso l'Unifil.











