Una «santa alleanza» per fermare gli scioperi a Napoli durante l'America's Cup. Il percorso è appena iniziato, ma l’obiettivo è di quelli ambiziosi. La Commissione di garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali lavora a un protocollo di pace sociale per blindare i trasporti napoletani in vista della 38esima America's Cup. Il trofeo velico più antico del mondo approderà nel golfo di Napoli nel settembre 2026 con la regata preliminare Louis Vuitton, e tornerà nel 2027 per l'edizione vera. L’idea è quella di esportare il modello sperimentato a Roma per il Giubileo: un accordo che estende i cosiddetti periodi di franchigia, cioè le finestre temporali in cui l'astensione dal lavoro nei servizi pubblici essenziali è vietata.

Dispositivi traffico per cantieri e manifestazioni a Napoli durante il mese di giugnoL'iniziativa è promossa da Paolo Reboani, componente della Commissione ed esperto di politiche del lavoro e relazioni industriali. Gli incontri, per ora, hanno riguardato soltanto Eav, la holding che gestisce Circumvesuviana, Cumana e alcune linee della metropolitana di Napoli. In un secondo momento dovrebbe essere coinvolta anche Anm. Ieri si è tenuto il secondo round con Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Cisal; la settimana scorsa era toccato a Orsa e Confail. Al tavolo, per l'azienda, sempre il direttore del personale Alfonso Esposito. Il protocollo L'obiettivo dichiarato è arrivare a un protocollo di intesa. A Roma si era arrivati a franchigie straordinarie nei trasporti, nella sanità, nella sicurezza e nell'igiene urbana: periodi entro i quali nessuna sigla avrebbe potuto proclamare lo sciopero. A Napoli, per il momento, si sta pensando a uno strumento che si affiancherebbe alle procedure di raffreddamento già previste dalla legge 146 del 1990, che impone alle organizzazioni sindacali di esperire obbligatoriamente un tentativo di conciliazione prima di qualsiasi proclamazione nei servizi essenziali. La moratoria sarebbe, in sostanza, un filtro ulteriore. Le disponibilità non mancano, almeno a parole. Pierino Ferraiuolo, segretario generale della Uiltrasporti Campania, si mostra possibilista ma cauto: «Da parte nostra la massima disponibilità, ma bisogna capire se ci sono le condizioni». Una frase che contiene, tra le righe, la sostanza del problema. Perché le condizioni non sarebbero soltanto normative, ma anche negoziali: Eav dovrebbe aprirsi a una maggiore condivisione preventiva dei processi decisionali, evitando che le organizzazioni si trovino di fronte a provvedimenti calati dall'alto. Sul tavolo, sia con Eav sia in prospettiva con Anm, potrebbero finire anche risorse economiche da destinare ai lavoratori. L'ostacolo più insidioso viene, però, dai sindacati autonomi. Orsa mostra già scetticismo. Gennaro Conte, segretario nazionale degli autoferrotranvieri dell'Orsa, non si sbottona ma ricorda quante siano state le vertenze aperte tra azienda e sindacato. Un clima di diffidenza che non nasce dal nulla: brucia ancora la ferita dell’11 maggio 2025, quando proprio gli autonomi proclamarono uno sciopero nel giorno della festa della mamma e della partita scudetto del Napoli e ci furono ore di caos e disagi. La scommessa resta ambiziosa. Del resto la città si prepara a ricevere equipaggi e tifosi da ogni angolo del pianeta. I catamarani dell'AC40 solcheranno il golfo dal 24 al 27 settembre per la seconda regata preliminare Louis Vuitton, prima del gran finale del 2027. La città non può permettersi di mostrare al mondo un trasporto pubblico paralizzato da uno sciopero. Ma tra l'ambizione e il risultato, per ora, c'è soltanto un tavolo aperto, anche se il commissario Reboani ha già detto alle parti di essere pronto a sbarcare a Napoli per facilitare il dialogo.