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Rinaldo Frignani

L’esecutivo: la riforma prevede la riduzione delle posizioni dirigenziali

Alla fine le promozioni dei magistrati della Corte dei conti si faranno, ma la linea dettata dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano in consiglio dei ministri fa ben comprendere l’irritazione di Palazzo Chigi per una procedura che viene giudicata in maniera esplicita «inopportuna». Al centro della disputa c’è la promozione a presidente di sezione della Corte dei conti decisa dal consiglio di presidenza della stessa Corte il 25 febbraio scorso. E su questo Mantovano ha voluto informare i colleghi di governo su quanto accaduto ottenendo poi il via libera a inviare una lettera che evidenzi proprio le «criticità» della procedura seguita.

Si parte dunque dal 20 maggio quando il presidente della Corte dei conti, ricostruisce il sottosegretario, «in una nota sollecita la necessità che i posti in questione vengano tempestivamente ricoperti, non solo tenuto conto della esiguità degli organici magistratuali nelle sedi di assegnazione, ma anche in previsione degli imminenti adempimenti procedurali» in vista dei rendiconti generali delle Regioni «che devono chiudersi ai sensi della vigente normativa, entro il 30 giugno».