HomeMagazinePerché Roberto Gagnor è stato licenziato, così i social silurano lo storico autore di TopolinoLo sceneggiatore di fumetti Disney cacciato dopo 23 anni per uno scontro con i lettori: “Ho fatto solo una battuta su Paperinik. Così la libertà è a rischio”Roberto Gagnor, 48 anni, ha firmato trecento storie Disney in italiano e ingleseRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 4 giugno 2026 – Chi immagina Paperopoli come un posto ancora lontano dalle polemiche sul web si illude: anche nel mondo dei paperi Disney, tra una passeggiata a Capo Quack e una salita sulla collina ‘ammazzamotori’ (in cima alla quale c’è il deposito di Paperon de’ Paperoni) è arrivata una diatriba che ha portato, addirittura, al licenziamento di uno degli sceneggiatori di Topolino.

La vicenda riguarda Roberto Gagnor (da 23 anni autore di oltre 300 storie pubblicate dal popolare settimanale Disney, edito da Panini Comics) e il direttore della testata, Alex Bertani. Alla base di tutto c’è un post ironico di Gagnor verso quei lettori di Pk (versione moderna di Paperinik) più ‘conservatori’ nelle aspettative. Frase che ha acceso un aspro dibattito sul sito specializzato ‘Papersera’ (ebbene sì, proprio come il quotidiano paperopolese) con i più feroci che chiedevano la testa dello sceneggiatore. Quest’ultimo non ha abbozzato, rispondendo alle critiche: “Voi, invece, restate irrilevanti e gente che deve crescere”. A questo punto, come racconta su Facebook lo stesso Gagnor, è intervenuta la direzione: “Il direttore ha terminato la mia collaborazione, dopo 23 anni e circa 300 storie, tra brevi, lunghe e altro. Una decisione sua, nata dalla sua scelta di privilegiare le opinioni online di alcuni ‘fan’, che sul forum di un’associazione hanno chiesto la mia rimozione, dopo che io, nel mio pieno diritto di utente social, ho prima ironizzato sulle loro ossessioni e ho poi chiarito il mio giudizio su di loro in maniera sicuramente tranchant, ma legittima – almeno quanto le loro esternazioni. Il direttore, però, ha scelto di ascoltare loro”. In un post del 23 aprile Gagnor ironizza sulle critiche dei lettori