La guerra e il racconto di parte

Giuseppe Kalowski

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TEL AVIV – Nessuno fiata. La notte tra il 3 e il 4 giugno colpi di mortaio lanciati da Hezbollah hanno ucciso un soldato serbo dell’UNIFIL e ferito altri due militari in una postazione dell’ONU nel sud-est del Libano, nei pressi di Marjayoun. Questo episodio segue quello del 18 aprile scorso, quando un altro casco blu francese perse la vita, sempre ad opera di Hezbollah.

In quell’occasione Macron protestò, ma con il freno a mano tirato. Adesso proviamo a immaginare per un attimo se i tragici eventi fossero stati opera dell’IDF, anche involontariamente: edizioni straordinarie dei telegiornali, l’ennesima rivolta mediatica contro il presunto esercito “genocida” con la Stella di David, indignazione politica unanime e l’ennesima prova, secondo molti, che Israele sarebbe uno Stato terrorista.