La guida nepalese Dawa Sherpa, 52 anni, conosciuto nella comunità alpinistica come "Hillary Dawa", è stata ritrovata viva dopo aver trascorso sei giorni senza cibo, acqua né ossigeno a temperature polari, in una zona remota, tra i ghiacci della montagna più alta del mondo, l'Everest.
Il nome della zona dove si erano perse le tracce di Dawa Sherpa spiega bene perché veniva dato per spacciato: si chiama "zona della morte".
E invece è sopravvissuto.
Le immagini che lo mostrano mentre viene soccorso, riceve le prime cure al campo base, mangia una minestra calda, telefona ai suoi cari con il cellulare e viene caricato su un elicottero per essere trasportato all'ospedale di Kathmandu hanno fatto il giro del mondo. Così come le sue dita, parzialmente congelate.
Un caso che sfida ogni previsione










