Giovedì Dawa Sherpa, uno sherpa nepalese di 52 anni che era disperso sull’Everest dal 29 maggio, è stato trovato vivo mentre si stava trascinando lungo un pendio verso il campo base, che si trova a circa 5.300 metri di altitudine. La sua famiglia lo aveva dato per morto e aveva già iniziato i riti funebri, che in Nepal durano diversi giorni.

L’agenzia 8K Expeditions, che stava coordinando le ricerche, ha detto che lo sherpa è stato avvistato giovedì mattina mentre stava strisciando sulla neve vicino alla cascata di ghiaccio Khumbu, sopra il campo base. Aveva le mani congelate: i soccorritori gli hanno subito dato acqua e cibo, e poi un elicottero lo ha trasportato in un ospedale della capitale Kathmandu, dove lo stavano aspettando sua moglie e sua figlia.

Dawa Sherpa era stato visto l’ultima volta il 29 maggio in un punto conosciuto come Yellow Band, a circa 7.200 metri di altitudine, mentre scendeva dall’Everest insieme a un alpinista polacco, a cui stava facendo da guida. Un alpinista britannico, Chris Thrall, ha raccontato in un video di avere incontrato Dawa Sherpa mentre stavano scendendo dall’Everest: Dawa si era seduto ma gli aveva detto di stare bene e che si stava solo riposando. Thrall aveva poi visto più in basso l’alpinista polacco che invece gli aveva detto di essere rimasto senza ossigeno e aveva un principio di congelamento. Thrall ha detto di aver quindi deciso di aiutarlo a scendere, convinto che la guida nepalese, molto esperta, li avrebbe raggiunti presto.