Lo sherpa 52enne Hillary Dawa è sopravvissuto sei giorni nutrendosi solo di neve e di una piccola scorta di cioccolato mentre era bloccato sull’Everest. “Non credevo che sarei sopravvissuto”, ha detto la guida dal suo letto di Kathmandu dopo il salvataggio.

Era sparito da una settimana sulle vette dell'Everest e la sua famiglia aveva già iniziato a preparare i riti funebri, non credendo più possibile un ritorno. Ma contro ogni previsione, Hillary Dawa Sherpa, 52 anni, è riuscito a fare ritorno a casa.

Il protagonista di questa storia è uno sherpa, cioè una guida esperta che grazie alla sua conoscenza della montagna riesce a portare i turisti in vetta e a farli tornare sani e salvi. Ha fatto questo per tutta la vita, ma lo scorso 29 maggio anche lui è caduto vittima delle insidie dell'Everest. A salvarlo, però, è stato proprio quel ghiaccio che lo ha intrappolato. "Quando l'ossigeno è finito, non riuscivo più a camminare. Ho iniziato a masticare il ghiaccio. Mi faceva male ai denti ma masticavo con forza", ha detto Dawa alla Bbc dopo il suo salvataggio.

La trappola del ghiaccio: "Avevo finito le riserve di ossigeno" La giornata di Dawa quel 29 maggio inizia come al solito. Le tappe per raggiungere la vetta dell'Everest sono quattro, e coincidono con altrettanti campi base. Il numero uno, quello più a valle però è molto diverso dai numeri tre e quattro che consistono in meri punti d'appoggio tra le rocce per fare una pausa e soprattutto per rifornirsi d'ossigeno. Più si sale, infatti, più l'area è rarefatta, significa che con un respiro entrano nei polmoni pochissime molecole di ossigeno. Esattamente come fanno i sub nelle profondità dell'oceano, anche gli sherpa utilizzano le bombole. Dawa si trovava all'altezza del campo tre, il penultimo prima della vetta, proprio all'ingresso della "zona della morte" dove ogni respiro contiene appena un terzo dell'ossigeno normalmente disponibile. Una situazione che aveva già affrontato centinaia di volte. Quel giorno però si trova davanti a un imprevisto: le bombole sono vuote e non c'è nulla che possa aiutarlo a un'altezza di 7.500 metri.