L’apertura da parte della Commissione europea sulla flessibilità per l’energia è «un risultato importante, atteso l’elevato livello di incertezza che interessa l’entità, la durata dello shock energetico in atto e la durata dei suoi effetti economici che, a mio avviso, non si sono ancora pienamente manifestati». Così il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, nel corso del question time di oggi, giovedì 4 giugno, al Senato. «Se orientate verso investimenti e spesa produttiva, innovativa e strategica», le misure che estendono la flessibilità agli interventi intesi a rafforzare la resilienza del sistema energetico europeo, «oltre a sostenere la domanda aggregata attraverso effetti moltiplicativi – chiarisce Giorgetti –, potrebbero contribuire a rafforzare il prodotto potenziale, fungendo da leva per una crescita più sostenuta nel medio periodo». L’apertura della Commissione Riguardo «gli spazi» concessi dalla Commissione, a margine il numero uno del Mef predica calma per ogni valutazione: «Non possiamo permetterci di sbagliare di dosare le misure, quindi dobbiamo capire come aiutare le famiglie e le imprese più meritevoli». Alla domanda dei cronisti se attivando la clausola si possano coprire investimenti già finanziati al fine di liberare risorse da utilizzare per sostegni diretti, Giorgetti precisa che il governo si è confrontato «a lungo» con Bruxelles.