Un contrasto pazzesco, ieri sera, a Palazzo di Città. Da un lato la magia del calcio popolare, con la premiazione dell’Ideale Bari in Promozione. E dall’altro i tormenti legati alla squadra più importante della città, da pochissimo sprofondata serie C e alle prese con una serie di «nodi» da mettere i brividi al solo pensiero. Le facce pulite e spensierate dei ragazzi che hanno fatto faville nel campionato di Prima Categoria, il classico tuffo al cuore. Sono loro, sì, la parte più romantica dello sport più popolare al mondo. Il sindaco Leccese li ha accolti con parole al miele: «Avete dimostrato che che con passione, impegno e spirito di appartenenza un sogno nato dal basso può trasformarsi in una realtà vincente. E poi complimenti per i valori di inclusione, condivisione e comunità che hanno caratterizzato il vostro percorso».
Vita difficile, però, per Leccese. I giornalisti l’hanno braccato appena varcata la soglia della sala consiliare. La querelle stadio continua a tenere banco dopo lo spigolosissimo scambio epistolare con Luigi De Laurentiis. Una città intera spera che Leccese mantenga il punto. Ribadendo che l’era Filmauro, qui, è finita. «Siamo fermi alle cose scritte nelle Pec, non ci sono novità e io confermo tutto quello che sapete. Ribadendo che ho agito e agisco non con l’animo di un tifoso deluso ma come amministratore della città - fa benissimo a ricordarlo il primo cittadino in uno slancio tra realismo e sincerità - e in quanto tale devo muovermi in un certo modo. Mi sono arrabbiato tantissimo quando ho sentito parlare del Bari come di un asset. E ho spiegato il mio punto di vista. Non ho ancora incontrato De Laurentiis, nè siamo stati contattati. Le procedure per tornare in possesso del “San Nicola” procedono, com’è normale che sia. Esattamente come stiamo cercando di capire come poter gestire la questione dei concerti. Occhio, però, perché parliamo di piani diversi. Cosa diversa è l’utilizzo dell’impianto per ragioni sportive. Nei prossimi giorni spero si possano avere le idee più chiare».






