Marjane Satrapi, la fumettista e regista autrice di 'Persepolis' è morta a 56 anni «di tristezza - secondo una dichiarazione dei suoi cari trasmessa all'Afp - poco più di un anno dopo la scomparsa di Mattias Ripa, suo marito e l'amore della sua vita». Ma si può morire d'amor perduto? Secondo la scienza, sì. E sono stati condotti diversi studi al riguardo.

Lo studio Uno dei più recenti è pubblicato sulla rivista 'Frontiers in Public Health' e, dati alla mano, dimostra che dopo la perdita di una persona cara, soprattutto se il dolore è insopportabile, è effettivamente possibile morire di 'cuore spezzato'. In particolare, spiegano gli autori, sono i cari che hanno manifestato «alti livelli» di sintomi di lutto ad avere maggiori probabilità di spegnersi nei 10 anni successivi alla perdita della persona amata, rispetto a chi ha invece manifestato «livelli più bassi». Lo studio è rimbalzato su diversi media internazionali. I ricercatori - Mette Kjærgaard Nielsen dell'università di Aarhus in Danimarca, e colleghi - hanno esaminato gli esiti a lungo termine sulla salute dei familiari in lutto nell'arco di 10 anni, dividendo i 1.735 partecipanti allo studio condotto in Danimarca in gruppi, in base al fatto che le persone avessero sperimentato bassi livelli o alti livelli di sintomatologia legata al lutto. Durante il periodo considerato, è deceduto il 26,5% dei familiari con livelli alti di dolore per la perdita, rispetto al 7,3% di coloro che erano stati colpiti in modo meno intenso.I sintomi del lutto Per definire i livelli più alti, gli autori hanno valutato la presenza di più della metà di 9 sintomi del lutto identificati. Tra questi, la sensazione di intorpidimento emotivo o di mancanza di significato nella vita; la difficoltà ad accettare la perdita; e la confusione riguardo alla propria identità. E' stato rilevato inoltre che i familiari con sintomi di lutto più intensi facevano anche un maggiore uso di farmaci antidepressivi, servizi di salute mentale e servizi di assistenza primaria.La salute del cuore Uno degli aspetti fondamentali del lavoro, ha commentato alla 'Cnn' la cardiologa e professoressa emerita dell'Imperial College di Londra Sian Harding, non coinvolta nella ricerca, è la sua prospettiva longitudinale, su un arco temporale più lungo. «Sappiamo benissimo che qualsiasi tipo di lutto ha un effetto acuto sulla salute del cuore. Non mi ha sorpreso più di tanto che questa particolare forma di stress, se prolungata, abbia un effetto dannoso sul corpo. Può manifestarsi soprattutto con malattie cardiache, ma anche con altri problemi».