Più volte eletta stazione più bella di Francia, la Gare de Metz è una bibbia ferroviaria di pietra rosa dei Vosgi con bassorilievi, decorazioni e capitelli - sparsi all'esterno quanto all'interno - che nell'insieme formano uno straordinario repertorio iconografico e iconologico logistico, segnaletico, sociale e politico unico e fantastico. Costruita dal 1905 al 1909 in uno stile che sposava il neoromanico renano al simbolismo del Secondo Reich dall'architetto Juergen Kroeger (1856-1928) che, assistito da Peter Juergensen e Juergen Bachman, aveva vinto il concorso con il progetto "Luce e Aria" giudicato chiaro, preciso e funzionale, fu un avveniristico modello di stazione strategica oltre a essere chiave di volta della nuova città tedesca voluta da Guglielmo II dopo l'annessione del 1871 e dopo oltre trent'anni di presenza e occupazione germanica. Preconizzò pure una severa regolamentazione urbana necessaria a una città di confine tra Francia, Germania e Lussemburgo da sempre difensiva e militarizzata: impronta architettonica di grandeur alemanno evidente nell'odierno quartiere definito Imperiale che simboleggiò la potenza di un Reich forte "come ai tempi di Carlomagno e del Sacro Romano Impero Germanico".
Quadrilogia Metz (prima parte) - La stazione-impero: la Gare più bella di Francia tra arte, potere e memoria
Più volte eletta stazione più bella di Francia, la Gare de Metz è una bibbia ferroviaria di pietra rosa dei Vosgi con bassorilievi, decorazioni e capitelli - sparsi all'esterno quanto all'interno - che nell'insieme formano uno straordinario repertorio iconografico e iconologico logistico, segnaletico, sociale e politico unico e fantastico. Costruita dal 1905 al 1909 in uno stile che sposava il neoromanico renano al simbolismo del Secondo Reich dall'architetto Juergen Kroeger (1856-1928) che, assistito da Peter Juergensen e Juergen Bachman, aveva vinto il concorso con il progetto "Luce e Aria" giudicato chiaro, preciso e funzionale, fu un avveniristico modello di stazione strategica oltre a essere chiave di volta della nuova città tedesca voluta da Guglielmo II dopo l'annessione del 1871 e dopo oltre trent'anni di presenza e occupazione germanica. Preconizzò pure una severa regolamentazione urbana necessaria a una città di confine tra Francia, Germania e Lussemburgo da sempre difensiva e militarizzata: impronta architettonica di grandeur alemanno evidente nell'odierno quartiere definito Imperiale che simboleggiò la potenza di un Reich forte "come ai tempi di Carlomagno e del Sacro Romano Impero Germanico".








