Macerata, 4 giugno 2026 – “È inaccettabile che un primo cittadino utilizzi i canali pubblici per vomitare stereotipi degradanti e linguaggi patriarcali che offendono la dignità di tutte noi. Chi indossa la fascia tricolore rappresenta lo Stato: ridurlo a megafono di volgarità sessiste è un atto di pura viltà istituzionale che avvelena la politica di tutto il nostro territorio”. È l’intervento delle donne candidate col centrosinistra per Gianluca Tittarelli sindaco e di tutta la coalizione, a difesa di Helena Pieroni, scesa in campo alle comunali nella lista L’Altra Macerata, e contro le frasi a lei rivolte sui social dal sindaco di Filottrano Luca Paolorossi. E chiedono alle candidate di Parcaroli una “condanna unanime”. Sulla questione ieri era intervenuto anche l’ex consigliere Alessandro Savi (secondo più votato de L’Altra Macerata) a stigmatizzare le parole del primo cittadino. “Solo l’altro ieri celebravamo la Festa della Repubblica, ricordando con orgoglio il ruolo fondante delle ventuno Madri Costituenti e la dura, instancabile lotta che ha portato le donne a conquistare il diritto di voto – scrivono le candidate per Tittarelli -. Oggi, ci troviamo a dover subire l'ennesimo, intollerabile insulto al genere femminile da parte di chi, per il ruolo che ricopre, dovrebbe invece difendere la Costituzione. Le dichiarazioni sessiste del sindaco di Filottrano, Luca Paolorossi, scritte su Facebook a una nostra amica candidata solo perché si era permessa di commentare dei numeri sui voti avuti dalla coalizione di Parcaroli, sono un attacco violento che respingiamo al mittente con rabbia e fermezza. È inaccettabile che un primo cittadino utilizzi i canali pubblici per vomitare stereotipi degradanti e linguaggi patriarcali che offendono la dignità di tutte noi. Chi indossa la fascia tricolore rappresenta lo Stato: ridurlo a megafono di volgarità sessiste è un atto di pura viltà istituzionale che avvelena la politica di tutto il nostro territorio. Non siamo disposte a tollerare un millimetro di arretramento culturale. Come donne della coalizione di centrosinistra di Macerata a sostegno del candidato sindaco Gianluca Tittarelli, crediamo fermamente che la dignità di genere non abbia colore politico. Per questo motivo, rivolgiamo un appello pubblico e perentorio a tutte le donne e le candidate che sostengono Sandro Parcaroli: dissociatevi apertamente e senza ambiguità dalle parole e dai metodi di Luca Paolorossi. Il silenzio di fronte al sessismo è complicità. Dimostrate che la difesa delle donne viene prima delle alleanze e delle convenienze di partito. Esigiamo: scuse pubbliche e la rimozione istantanea di ogni commento offensivo da parte di Paolorossi. La nostra risposta sarà dura, capillare e senza sconti. La Resistenza e la dignità delle donne non si fermano davanti a un post sui social. Siamo vicine ad Helena a cui esprimiamo la piena e convinta solidarietà. Sindaco Paolorossi, giù le mani dalla dignità delle donne. La Repubblica, democratica e antifascista, è anche nostra: chiediamo alle sostenitrici di Parcaroli una condanna unanime”. Tra le frasi finite nel mirino di Paolorossi, in risposta a una frase della Pieroni che aveva scritto: “Dal 2020 avete perso più di 2.000 voti…contenti voi”: “Pensa a quando hai perso la verginità…avevi comunque perso, ma sei stata felice lo stesso”. Oppure: “Quelle piantine te le ficcheremo dove sai già”, “Curati sempre se trovi uno capace di curarti e poi continua a rosicare”.