Da Bruxelles si accelera per gli investimenti in AI e data center con un nuovo Chips act. In Italia ci si impantana sull'acqua che manca. Il Sic Campus, il nuovo stabilimento di StMicroelectronics nella provincia di Catania per la produzione di chip in carburo di silicio, rischia di non aprire a causa del mancato approvvigionamento idrico, necessario al funzionamento della fabbrica. L'allarme, già lanciato in precedenza dai sindacati, è stato accolto da Anthony Barbagallo, segretario del Pd Sicilia e deputato alla Camera, che ieri ha presentato una interrogazione urgente rivolta al ministero delle Imprese per chiedere il suo intervento. "Oltre 3.000 posti di lavoro sono a rischio", ha sottolineato il dem, ricordando che per il progetto, presentato nel 2024, l'azienda italo-francese aveva messo a disposizione 3 miliardi di investimenti, con alle spalle un accordo di programma sottoscritto con la Regione Siciliana, i fondi Chips Act europei e quelli del Pnrr. "L'unico requisito necessario era garantire, entro giugno 2026, 400 metri cubi l'ora nella prima fase e fino a 800 negli step successivi. Un impegno che il sindaco Trantino aveva assunto – ha aggiunto Barbagallo – nel corso di diversi tavoli ministeriali ma rimasti, a tutt'oggi, lettera morta. Non solo non è mai stata realizzata l'impiantistica necessaria ma La Sidra (la controllata del comune che gestisce il servizio idrico integrato) non ha mai inviato all'azienda neanche il contratto". Niente accordi, niente acqua, e quindi niente chip in carburo di silicio. Si tratta di semiconduttori di ultima generazione utilizzati per la fabbricazione di specifici microchip con svariate applicazioni industriali: dai veicoli elettrici alle stazioni di ricarica rapida, fino alle energie rinnovabili. L'impianto integrato catanese – che dovrebbe funzionare a pieno regime nel 2032 – è stato pensato per coprire tutte le fasi di fabbricazione, dalla materia prima ai dispositivi finiti, vale a dire transistori di potenza e moduli di potenza. Motivo che ha spinto nel 2024 la Commissione europea ad approvare una sovvenzione diretta da parte dello stato da circa 2 miliardi di euro (su un investimento di 5 complessivi) proprio nel quadro del Chips Act, entrato in vigore nel 2023 proprio per dare impulso all'ecosistema dei semiconduttori nell'Ue. L'impianto catanese "rafforzerà la catena di approvvigionamento europea dei semiconduttori e garantirà il nostro accesso a una fonte affidabile di chip efficienti sotto il profilo energetico", ha commentato all'epoca Margrethe Vestager, vicepresidente esecutiva responsabile per la Concorrenza, che proprio nel giorno del via libera di Bruxelles è volata a Catania insieme al ministro delle imprese Adolfo Urso per fare visita al nuovo stabilimento. Prima dell'acqua, a frenare il campione euro-siculo del microchip c'erano le difficoltà economiche. Il 2025 è stato chiuso con un utile netto in calo da 1,56 miliardi a 180 milioni di dollari, ma anche ricavi netti passati da 13,27 a 11,8 miliardi di dollari. Prima dell'arrivo del nuovo anno, nel febbraio 2025 StMicroelectronics ha manifestato la sua intenzione di chiedere la cassa integrazione guadagni ordinaria per il suo sito di Catania, coinvolgendo un massimo di 2.500 dipendenti su 5.400 totali dell'impianto siciliano, per una settimana di marzo e una a cavallo tra aprile e maggio. L'ultimo tassello una crisi che ha portato la società a mettere in cantiere un programma di riduzione dei costi che supera i 300 milioni di dollari complessivi. La regione siciliana si è mossa, e lo scorso luglio si è fatta garantire dalla società che a Catania non ci sarebbe stato alcun esubero. In cambio, Palazzo Orleans ha approvato un finanziamento di 300 milioni di euro (utilizzando risorse europee) destinato a rafforzare la presenza e l’attività della società nell’Isola.Nelle stesse ore in cui Barbagallo ha spedito il dossier idrico a Urso, la Commissione ha messo le basi per un Chips act 2.0: un nuovo pacchettone di misure pensate per rafforzare l'industria europea dei semiconduttori e ridurre le dipendenze strategiche, ma anche stimolare la domanda di chip e sostenere la progettazione e la produzione di chip avanzati e di uso comune nell'Ue. La strada per la sovranità tecnologica è in salita, ma Bruxelles cerca di tracciarla. Acqua permettendo.
Bruxelles spinge sui chip europei, ma a Catania manca l'acqua per produrli. Il caso di StMicroelectronics
Mentre la Commissione europea annuncia un Chips act 2.0 per stimolare AI e data center, il nuovo stabilimento siciliano si blocca per il mancato approvvigionamento idrico. Il dem Barbagallo chiede l'intervento di Urso, ma la società italo-francese è in crisi da tempo













